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Bene, ci siamo, siamo arrivati al primo giorno di questa nuova avventura e, come tutti i primi giorni, come tutte le prime volte, anche questo post si porta dietro un pesante carico di emozioni e paure. Ma ormai è fatta. Si inizia e, da qualche parte bisogna pur cominciare. Ho 30 anni, che bella cifra tonda, nella vita ho fatto di tutto, questo mi mancava e così eccomi qua. Sono una giornalista e quindi scrivo, scrivo sempre. Avete presente Luciano Ligabue, il cantante intendo. Nella sua biografia dice che il padre non voleva che lui facesse della musica il suo lavoro però, gli regalò la prima chitarra. Anche per me è andata così. Mio padre non avrebbe mai voluto che facessi la giornalista però, da piccolissima, mi regalò la mia prima macchina per scrivere, una Olivetti azzurra che conservo ancora gelosamente. Bene, ma torniamo a noi, a questo nuovo spazio sul web, si ho detto (scritto) noi, perché voi che state leggendo sarete protagonisti di questo nuovo blog che porta il mio nome ma sarà uno spazio “partecipato”. Pian piano si apriranno nuove categorie, una dedicata ai bambini dove le mamme potranno raccontarsi, proporre un buon ristorante, un luogo dove i papà che si trovano da soli per la prima volta a casa con un piccolo urlante e non ricordano se nel biberon va messa prima l’acqua o il latte in polvere potranno trovare una risposta. Avremo poi la categoria sui “Libri degli altri”, perché parlare solo di se stessi è troppo facile. Sarà uno spazio dove ognuno di voi potrà parlare dei libri che ha letto o scritto, proporre una breve recensione o consigliare un testo. Al momento apriremo la categoria libri ma, convinta che da soli non si va da nessuna parte e certa del vostro aiuto, potranno nascere altre sezioni. Ultima, per ora, categoria, quella dedicata alle interviste. Persone comuni, persone di strada, persone, gente che ha voglia di raccontarsi, di parlare dei propri sogni, della propria vita anche perché ognuno di noi è una  very important person. Per il momento mi fermo, aspetto i vostri consigli e la vostra partecipazione. Questo un piccolo sogno che piano piano prenderà piede perché, come dice il cantautore di cui sopra: “certe luci non puoi spegnerle”. Per cui giochiamoci.

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