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No non sono diventata matta e non sto ingiuriando nessuno, prendo solo spunto dalla cronaca. La frase che leggete nel titolo è stata detta ad una ragazzina di 12 anni che, per tutta risposta ha tentato il suicidio.

I bulletti della scuola la prendevano in giro, da tempo, lei stanca ha pensato che la cosa migliore fosse farla finita. A soli 12 anni. Il suo gesto per fortuna non ha avuto esiti tragici ma è l’inizio di qualcosa che si è innescato nella sua testa.

Questa ragazzina avrà chiesto aiuto a qualcuno quando i bulli la prendevano in giro? sarà andata a parlare con qualcuno? Forse no, forse troppo fragile, forse si vergognava e ha pensato di farla finita.

Storia diversa quella di un’altra ragazzina, questa volta di 14 anni, che ha avuto più coraggio. Sull’autobus che la portava a scuola, ha deciso di affrontare i bulli che ogni giorni prendevano in giro i passeggeri. Per tutta risposta è stata malmenata ed è finita in ospedale con ferite guaribili in dieci giorni.

Ma l’autista dell’autobus dov’era? Forse non sarà compito suo dirimere le discussioni ma sicuramente la ragazzina ha avuto fegato e adesso i Carabinieri sono sulle tracce del gruppo.

Detto questo che si fa? Solitamente niente, rimane pura cronaca sulle pagine dei giornali e intanto i nostri figli vanno a scuola, prendono i mezzi pubblici, fanno passeggiate al parco e quasi sempre sono da soli ad affrontare tutto questo. Qualcuno dirà che “è una fase, che passerà, che il periodo che va dagli 11 ai 15 anni è problematico”. E’ vero, ci siamo passati tutti. Ma è possibile che o sei bullo o sei vittima dei bulli, è possibile che i ragazzini devono difendersi da soli e sperare di non essere ammazzati di botte? E’ giusto che a soli 12 anni si pensi già al suicidio perché non si è accettati dal gruppo? Forse dovremmo pensarci bene un po’ tutti e magari denunciare subito, prima dell’inevitabile.

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