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Vi prego, smettiamola di chiamarlo femminicidio. Stiamo parlando sempre e comunque di omicidio. Che la morta sia una donna e che il “fenomeno”, così lo chiamano tutti, sia sempre più diffuso non importa. Per me resta sempre un omicidio.

E’ vero ultimamente i casi di donne uccise sono sempre di più, mariti, amanti che decidono di uccidere la propria compagnia, donne vittime di stalker e tanto altro, così tanto da far diventare questo omicidio quasi un mondo a parte.

Voglio dire quando è una donna ad uccidere un uomo avete sentito dire per caso “maschilicidio”? o se si uccide un figlio “figlicidio”? e se si ammazza un vicino di casa cos’è “vicinicidio”? No, sono omicidi.

A mio parere parlare di femminicidio è un modo per raccogliere in se un evento, un particolare dramma sociale, quasi un ghettizzare la cosa, del tipo questo non è omicidio ma femminicidio.

Sarà che quando si parla di donne io porto avanti una mia battaglia personale, come con le quote rosa che servono per garantire in politica o nel comitato direttivo delle grosse aziende una percentuale di donne “quote rosa”, avete mai sentito parlare di “quote blu”? io mai.

In questi giorni organizzazioni no profit, onlus e politici stanno organizzando delle manifestazioni e dei convegni per parlare della violenza sulle donne, in questi giorni infatti è la giornata mondiale contro la violenza al femminile e, magari, questo post sarà in controtendenza, darà fastidio a qualcuno, mi dispiace.

La violenza sulle donne, la violenza di genere, è reato, è omicidio.

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