Tag

, , , ,

DSCN3566

Giombattista Lombardo, presidente dell’associazione Anopas (Assistenza Nucleo Operativo Prima Assistenza e Soccorso) di Pachino, è da sempre impegnato nell’aiuto e nel sostegno delle persone immigrate. In prima linea durante gli sbarchi di disperati, offre il suo aiuto nelle prime fasi del soccorso

Giombattista quanti volontari ci sono all’Anopas?

Proprio in questo periodo stiamo esaminando la situazione delle risorse umane a disposizione della nostra associazione, i volontari iscritti risultano 207 fra cui vi sono istruttori, esperti del settore della protezione civile, della disabilità e della diversità sia mentale che fisica e geografica, esperti legali, psicologi, interpreti, medici generici ed esperti del soccorso nelle emergenze, esperti del settore edile nonché insegnanti di lingue quali l’arabo.

Di cosa vi occupate nello specifico?

Protezione Civile, Solidarietà Sociale, Socializzazione e integrazione degli stranieri nel nostro territorio, supporto morale e psicologico ai diversamente abili, agli anziani ed agli indigenti. Educazione scolastica e culturale, Educazione civica per i migranti. Soccorso con ambulanza gratuito per tutti coloro che hanno problemi a raggiungere i luoghi di cura.

Quest’estate è stata particolarmente “calda” per numero di sbarchi?

Abbastanza, molto più numerosi degli altri anni, colpa delle guerre che si susseguono nelle regioni africane.

Cosa succede quando arriva un barcone di immigrati?

Allertiamo i nostri volontari, per recuperare beni di prima necessità, suppellettili e alimenti grazie anche al banco alimentare e alla Caritas,  curiamo la distribuzione proprio nei luoghi di primo impatto del migrante, trasportiamo i più bisognosi di cure in ospedale e li riprendiamo dopo le loro dimissioni per condurli in luoghi di raccolta o comunità per le prime cure. In alcuni casi, specie per i minori che vengono ospitati nelle comunità di prima accoglienza, ne curiamo anche la permanenza nel nostro territorio organizzando attività culturali, come alfabetizzazione, conoscenza delle norme e delle leggi italiane. Abbiamo inoltre svolto un progetto bandito dal Ministero dell’Interno dove abbiamo ospitato quasi cinquanta immigrati e, tante volte, li aiutiamo anche a ritrovare i propri familiari.

 Qualche momento che le è rimasto impresso?

Circa un mese fa, abbiamo accompagnato in ospedale con la nostra ambulanza alcuni migranti sbarcati a Portopalo di Capo Passero e dopo le dimissioni li abbiamo accompagnati a Siracusa presso un centro di accoglienza. C’era anche una signora irachena di circa 45 anni,  impaurita e disperata, non voleva raggiungere il centro di accoglienza, piangeva e gridava, non trovava più suo figlio di 12 anni sbarcato con lei qualche giorno prima. Tutti abbiamo cercato di calmarla ma lei era sempre disperata. Quando siamo arrivati in Commissariato a Siracusa ho cercato di conoscere la sorte di questo ragazzino e sono riuscito a sapere che il piccolo si trovava nello stesso centro d’accoglienza dove anche noi eravamo diretti.  Lei non voleva crederci ma alla fine siamo riusciti a convincerla.  Abbiamo camminato per 15 minuti, la donna era ormai esausta, non si reggeva in piedi e piangeva. Arrivati nel centro di accoglienza un uomo di colore le ha detto qualcosa nella loro lingua. Improvvisamente le sono brillati gli occhio, il pianto era più forte ma diverso. Lei aveva ritrovato suo figlio, ho visto che si abbracciavano e gridavano stanchi, piangevano e ridevano allo stesso tempo. E’ stato molto emozionante.

Essendo dei volontari non percepite denaro ma avrete bisogno di mezzi, attrezzature, cosa vi manca in questo momento?

Giusto, non percepiamo stipendio e tante volte dobbiamo mettere mano al nostro portafogli. Se avessimo altri mezzi potremmo aiutare molte più persone. Tutto ciò che abbiamo è frutto dei sacrifici di tutti i volontari.

 L’estate è il periodo di maggior carico per voi e durante l’inverno di cosa vi occupate?

Nel periodo invernale cerchiamo di curare l’aggiornamento e la formazione dei volontari, grazie proprio ai nostri  docenti,  anch’essi volontari, che lavorano seriamente ed ininterrottamente senza alcun compenso.

Aspettative future?

Che il mondo sia sempre più invaso da volontari impegnati ad aiutare il prossimo e che la natura sia più clemente verso chi non può difendersi, che finiscano le guerre, e che le istituzioni ci tendano la mano.

Perché diventare volontario?

 Perché è un dovere di tutti i cittadini che hanno la fortuna di vivere bene.

anopas

 

 

 

Annunci