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Quanto cibo finisce nella spazzatura? Sicuramente molti diranno che a casa loro non avanza mai niente. Ma siamo proprio sicuri? Non è mai marcita una mela, un pomodoro, non abbiamo mai buttato quella confezione di sott’aceti comprati per fare l’insalata di riso e poi aperti e mai finiti?

Accade in tutte le case. E allora, direte, che ci vieni a raccontare?

Lo sapevate che un terzo del cibo prodotto finisce nella spazzatura per un danno di circa 500 miliardi di euro l’anno? Si è stimato che nella spazzatura finiscono mensilmente circa 80 euro a famiglia. 80 euro spesi per alimenti che poi, alla fine, non abbiamo consumato e che sono finiti nell’immondizia.

Alla faccia della fame nel mondo e dei poveri pensionati che non arrivano a fine mese e, per mangiare e risparmiare allo stesso tempo, vanno a rovistare tra i rifiuti del marcato rionale vicino casa mia.

Vari studiosi hanno analizzato il triste fenomeno e così si è scoperto che, specie in tempi di crisi, si compra più cibo, lo si fa per paura di restare senza alimenti ma, anche perché, i tanti supermercati e ipermercati offrono spesso prodotti 3X2 e così, quando vai a fare la spesa che fai? Ne prendi 3. Uno è praticamente regalato. Ma poi mangerai tutto? A volte si, altre volte no.

E allora come fare per limitare i danni? La prestigiosa rivista Altroconsumo ci viene in aiuto dicendo prima di tutto di non andare a fare la spesa a digiuno (anche perché la fame fa venire le voglie), andare al supermercato con la lista della spesa e, fare quest’ultima guardando cosa veramente manca in casa, approfittare degli sconti solo quando è veramente necessario e non esagerare con le quantità.

Il problema dello spreco di cibo non riguarda solo le famiglie ma, soprattutto, ospedali, mense scolastiche, aziende private o meno.

Posso tranquillamente dire che mio figlio a scuola non mangia tutto quello che è previsto nel menù del giorno ma, una volta che il cibo è stato messo a tavola e pasticciato dai bambini non può essere riutilizzato e quindi finisce nella spazzatura (purtroppo), pane, formaggio o frutta avanzata non vengono neanche date alle famiglie ma semplicemente buttate.

Stesso discorso per gli ospedali, voi direte “certo il cibo che ci propinano quando siamo in degenza non è poi così buono” e invece spesso è buono, ma soprattutto, è cibo. E così a Torino, i cibi avanzati all’ospedale Molinette, cibi in perfetto stato, mai aperti e quindi mai consumati dai degenti, anziché buttati, vengono donati al Banco Alimentare che ne saprà fare buon uso.

Quando io ero piccola e non finivo quello che avevo nel piatto mia madre mi diceva “pensa ai bambini che non hanno tutto questo e che hanno fame”, forse sarebbe il caso di ripeterci questa frase più e più volte prima di fare la spesa o peggio, prima di buttare il cibo.

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