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Vi racconto una storia triste, la storia di un bambino, Matteo, un bambino piccolo, di 7 anni, potrebbe essere il figlio di noi tutti.

Matteo ha, anzi aveva, una vita normale fino a quando un giorno i genitori, dopo ripetuti accertamenti, scoprono che il piccolo ha un tumore al fegato, malattia portata dalla severa obesità del piccolo. Matteo è stato operato e adesso, anche se ha solo 7 anni, dovrà subire tutte quelle che sono le conseguenze di un tumore.

La storia di Matteo è la punta dell’iceberg, un dramma che potrebbe colpire tutti noi, tutti i nostri figli. Chi non ha mai dato merendine, patatine, e varie bibite gassate ai figli? Certo una ogni tanto non fa male ma, come si sa, il troppo storpia.

Dalla triste storia di Matteo sono emersi dati sconcertanti, l’obesità infantile infatti è il primo allarme della sanità pubblica. E’ un male insidioso, spesso medici, pediatri e i genitori stessi, non curano l’alimentazione del piccolo come dovrebbero, o ancora i pediatri, valutando complessivamente il bambino, che non mostra gravi patologie se non un peso eccessivo, non si fermano a fare controlli e poi? E poi potrebbe capitare il peggio!

Quante volte ho sentito dire “si è un pò in carne ma è alto” oppure “poi dimagrisce” e ancora “ma un bimbo piccolo cicciotello è bello” e ancora e ancora, è difficile dire no al piccolo che ci chiede la merendina e poi le patatine e poi la cioccolata.

Quant’è alta la percentuale di obesità infantile? Altissima in Italia. Quante volte si sente parlare in casa di ditrubi alimentari? Quasi mai. Quanti altri Matteo ci potrebbero essere se andiamo avanti così? Riflettiamo.

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