Tag

, , ,

campiotti

Marta Campiotti, ostetrica e responsabile della Casa Maternità  Montallegro (Varese), (www.casamaternitamontallegro.it)  ci spiega cosa significa “nascere in casa”, ci parla di parti e di parti in casa. La nascita di un figlio è  il momento più bello della vita di una coppia e quello più indimenticabile per una donna e così, è necessario che il “momento della nascita” sia il più sereno e consapevole  possibile.

Signora Campiotti, quanto è diffuso il parto in casa?

Molte donne quando aspettano un bambino pensano all’idea di partorire in casa ma poi, soltanto l’1% di queste decide effettivamente di far nascere il proprio bambino tra le mura domestiche. Molte donne si fanno prendere dalla fatica di informarsi, dalla paura, ascoltano pareri incompetenti  e, essendo la gravidanza un momento molto importante per la donna, anche una parolina sbagliata le può mettere erroneamente  in allarme sulla sicurezza propria e del proprio piccolo.

Si può parlare di parto in casa come una moda?

Assolutamente no. Il parto in generale è un momento molto intimo, fa parte della sfera sessuale e sentimentale di una donna, in quel momento si scatenano tante di quelle emozioni e sensazioni che non si può decidere di partorire in casa perché va di moda. Ogni donna deve scegliere secondo il proprio modo di essere senza seguire degli schemi precostituiti. Sicuramente in America il parto in casa è molto più diffuso che in Italia, qui c’è ancora molto da lavorare, bisogna innanzitutto puntare sulla conoscenza e far capire alle donne che un parto in casa non è una follia, anzi può essere il miglior benvenuto al nostro piccolo. Può essere una moda nel senso che si sta diffondendo maggiormente, alcune regioni lo rimborsano e quindi, parecchie mamme lo scelgono.

Tutte le donne possono partorire in casa?

No, ci sono dei criteri  per scegliere con sicurezza. Prima di tutto la donna  deve avere  una gravidanza fisiologica, il travaglio deve iniziare spontaneamente, mamma e bambino devono essere in condizioni di salute ottimali, la madre non deve aver effettuato prima un cesareo e, ad ogni modo, chiediamo che l’ospedale sia raggiungibile in massimo  30 o 40 minuti. Il parto in casa è sicuro ma ci deve essere una struttura sanitaria di riferimento vicino alla casa. E’ indispensabile poi che la madre, o meglio ancora la coppia, che intenda affrontare questo  percorso, sia seguita dall’ostetrica almeno da metà gravidanza  per favorire  una conoscenza ed un rapporto di fiducia e affidamento.  A questo si aggiunge la possibilità di fare un corso di accompagnamento alla nascita fatto  di riflessioni e di esercizi pratici, e un percorso di coppia che porterà benessere a tutti durante il parto.

Partorendo in casa ci sono rischi di setticemia per la mamma?

No, il parto in generale  richiede  pulizia, non sterilità del luogo, come un intervento chirurgico come il taglio cesareo.  Il parto richiede tranquillità, un ambiente sereno e rassicurante per la donna.

Perché scegliere di partorire in casa?

E’ una scelta che deve essere fatta col cuore e con la testa.  Nascere in casa è sicuramente un’esperienza di grande energia, autostima e “potere al femminile”: la donna ricrea la sua intimità nella sua casa circondata dai suoi affetti e da  tutte le sue cose. Noi ostetriche la supportiamo durante il travaglio innanzi tutto con la semplice presenza, esserci, e poi  anche con dei massaggi, dei bagni, il cibo e anche dopo, quando arriva il bimbo la aiutiamo nelle prime fasi dell’allattamento, del bagnetto, nella cura del moncone ombelicale. La madre resta “nel suo ambiente”, dove ha preparato con amore un nido per accogliere il cucciolo, dove verrà aiutata dal papà o da altre persone care nei primi giorni, dove tutto si svolgerà senza disturbo e “come Madre Natura “ desidera.

Annunci