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La scorsa settimana avevamo dato voce alle donne che con tutte le loro forze, cercano ogni giorno, in tutti i modi di avere dei figli. Questa settimana a parlarci sono gli uomini, quelli che vogliono diventare padri, quelli che stanno accanto alle loro compagne nel difficile percorso in salita della fecondazione assistita. Ecco le loro storie.

Holly3: Non pensavo fosse così difficile. Io e mia moglie desideriamo un figlio ma non arriva, facciamo di tutto, anzi, lei fa di tutto, si bombarda di ormoni, non ha un attimo di pace, piange, è allegra, è nervosa, ha sonno, ha fame e tutto per coronare quello che è il sogno di entrambi, io le sto vicino ma non so quanto basti. A volte mi sento inadeguato.

Sam: Dopo tanti tentativi di concepire e visti i risultati nulli, siamo andati dal medico, controlli su controlli ed il risultato è stato “oligospermia severa”. In parole semplici per i non addetti ai lavori significa che è colpa mia. I miei spermatozoi non funzionano, sono lenti. Mia moglie dice di non parlare di colpa e intanto si buca la pancia per riempirsi di ormoni. Io che faccio? Solo controlli, analisi, il giorno del trattamenti in clinica la mia parte si conclude con una masturbazione in un vasetto, il peso di questa cosa è su mia moglie. Ma la colpa è mia.

Daniele: Quando ci hanno messo di fronte la diagnosi di infertilità abbiamo iniziato il percorso difficile della Pma. Ad un certo punto avrei voluto smettere, otto tentativi falliti, ho chiesto a mia moglie di prenderci una pausa da questa corsa ossessiva al figlio. Abbiamo lasciato perdere per un annetto e poi al nono tentativo siamo riusciti ad avere la nostra prima gravidanza, la scorsa estate è arrivato Marco, questo per dire che a volte è difficile, che magari tentare tutti i mesi è solo uno stress e che, a volte, il lieto fine esiste anche nella vita. Molti dicono che la gravidanza è “roba da donne”, bene, io vi dico che la gravidanza nata dalla fecondazione assistita è “roba di coppia”.

Boris: Noi siamo stati fortunati, al terzo tentativo abbiamo avuto due gemelli. Non riuscivamo a concepire perché i miei spermatozoi sono pochi e “difettosi”, alla fine abbiamo avuto i bambini ma è stato difficile. Io mi sentivo in colpa, vedevo la mia lei a pezzi, doveva fare controlli e io? Niente. Mi sentivo responsabile della sua infelicità ma, adesso vi dico, che l’atteggiamento negativo non porta a niente.

Antony78: Dove sono io mentre mia moglie è in sala pick up? Fuori dalla porta. Ho consegnato il mio vasetto di spermatozoi e resto fuori mentre i medici le impiantano gli ovuli che potrebbero diventare bambini veri. Noi non concepiamo in camera da letto, o in altri modi divertenti e originali, sono finiti quei tempi, noi concepiamo figli in mezzo ai medici, siamo in stanze separate ma siamo insieme lo stesso. Arriverà anche per noi il momento di trovarci in sala parto.

Come per le donne, anche molti di questi nomi sono pseudonimi e queste, sono una parte delle interviste fatte agli uomini che affrontano la fecondazione assistita. Testimonianze importanti, parti importanti di una vita di coppia che si trova in bilico in un difficile percorso che non è individuale ma di coppia. Un percorso difficile certo, ma da affrontare in due.  

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