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Basta un attimo ed il guaio è fatto.

Dalla cronaca arriva la notizia che a Torino, una bimba di 6 anni è finita in ospedale perché viaggiava in braccio al padre sul sedile anteriore dell’auto. Un tamponamento, e via la corsa in ospedale.

I medici che lavorano quotidianamente negli ospedali infantili lanciano quindi l’allarme anche perché, ogni anno, sono decine i bambini che arrivano al pronto soccorso proprio perché viaggiano in maniera scorretta sull’auto di mamme a papà.

La colpa non è certo dei bambini.

Lo so, spesso fanno i capricci, sul seggiolino non ci vogliono stare , piangono, papà guida nervoso, la mamma cerca di consolare il piccolo nel migliore dei modi e lui vorrebbe solo stare in braccio, lì, seduto con mamma, accanto a papà.

Magari pensiamo “Cosa può mai accadere, dobbiamo fare solo pochi chilometri” ed invece un pazzo ti taglia la strada, un piccolo tamponamento, noi indenni e il piccolo all’ospedale.

Nel caso della bambina di Torino si sono aperti gli airbag nonostante l’impatto non fosse esageratamente forte e così, quel pallone salvavita, l’ha mandata in ospedale. I medici sostengono infatti che l’airbag, che salva la vita agli adulti, provoca invece gravi lesioni nei bambini. Ad ogni modo, il sedile “di mamma”, quello del passeggero per intenderci, è quello più pericolo per un bambino. Se l’airbag è attivo schiaccia il piccolo, se invece non c’è, in caso di incidente, sarà il bambino a fare da cuscino all’adulto che lo tiene in braccio e le conseguenze per il bambino potrebbero essere anche fatali. I medici avvisano che anche il sedile posteriore diventa un pericolo se il bimbo non ha il seggiolino o la regolare cintura, in caso d’impatto infatti il bimbo diventerebbe un “proiettile”.

Tempo fa viaggiando in autostrada e sui cartelli luminosi è apparso un messaggio diceva così: “Un pianto non vale la vita di tuo figlio”, bene, cerchiamo di ricordarlo.

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