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L’Italia, purtroppo, è fanalino di coda per tante cose e, anche nelle adozioni per le coppie gay non è da meno e così, a queste tante coppie italiane alle quali è negato il diritto all’adozione non resta altro che espatriare. E per dove? Principalmente per la Spagna.

Sono tantissime infatti le coppie omosessuali italiane che partono per la vicina Spagna, si stabilizzano li e, dopo qualche anno possono adottare il loro figlio, il problema si pone quando ritornano nel paese di origine (il nostro). In Italia infatti quel figlio non è più di entrambi ma, di uno solo di loro.

Che siano coppie di uomini o donne poco importa, il figlio in Italia può essere riconosciuto da un solo genitore. E questo se si adotta nei paesi europei, se ci allontaniamo un po’ e guardiamo, per dire al Canada,  e quindi stati che non fanno parte dell’Unione Europea l’iter si allunga e le complicazioni sono tantissime.

Infatti nel nostro paese diventa necessario fare il ricongiungimento familiare e superare tantissimi ostacoli che, spesso, fanno si che le coppie rimangano all’estero per sposarsi, adottare e legalizzare la loro unione e quindi la loro famiglia.

Teniamo presente che si è stimato che nella sola Lombardia sono circa 70 le coppie omosessuali che ogni mese fanno domanda di nozze all’estero. Tantissime, troppe coppie che si amano e che vorrebbero solo dei figli.

Tanta confusione e discriminazione ma, sono sicura che prima o poi anche l’Italia arriverà a legittimare le adozioni alle coppoie gay legalizzando la loro unione. O almeno lo spero.

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