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Li chiamano nuovi poveri, sono gli uomini divorziati che, dopo aver passato gran parte della vita in casa con moglie e figli si ritrovano senza un tetto sulla testa ma costretti  a pagare ben due tetti.

Mi spiego meglio, una recente indagine ha evidenziato come, nel corso di un divorzio, la casa coniugale resta, quasi sempre alla moglie ma, il mutuo, viene pagato in parte o in alcuni casi, in maniera esclusiva dal marito che però non vive più in quella casa ma, in affitto (o da mamma e papà) ed è costretto così a pagare due abitazioni.

Così li chiamano i nuovi poveri, non arrivano a fine mese, devono dare il mantenimento ai figli e lo stipendio non basta più.

Oltretutto molti di questi uomini divorziati o separati, si rivolgono spesso alle banche per avere un secondo mutuo ma non ottengono risposte positive e così, per loro, la crisi pesa come un macigno nonostante abbiano un lavoro.

La stragrande maggioranza dei separati si dice infatti più povera ad un anno dal divorzio, è stato studiato che ci vogliono ben 5 anni prima di “rimettersi in sesto”. La situazione non riguarda solo gli uomini, in alcuni casi anche le donne si trovano in questa condizione anche se, le statistiche fanno notare come la percentuale maschile sia più alta.

Molte coppie attuano così la formula del “separati in casa” ovvero i due ex continuano a condividere casa e spese per far fronte alla crisi, ognuno ha la sua vita ma si vive sotto lo stesso tetto (sempre che la casa lo permetta)

Divorziare costa caro, e in tempi di crisi costa ancora di più.

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