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Giovane, bella e divertente, ecco a voi Claudia Vismara, la bella Veronica di Un medico in famiglia 9 si racconta, con ironia, tra passato e futuro.

Claudia lei è giovanissima ma molto famosa. Quando ha capito che voleva fare l’attrice?

Famosa? Mi sono voltata per capire se ci fosse qualcuno dietro di me..! Scherzi a parte, per la fama la strada è ancora lunga, così come è stata lunga la strada che mi ha portata fin qui. Già quand’ero all’asilo ero pazza per le recite, ma ammetto che solo più avanti ho avuto la consapevolezza che questa sarebbe stata la mia vita. Diciamo nel momento in cui ho dovuto decidere se iscrivermi all’università o se frequentare un’accademia, come poi ho fatto.

E’ stato difficile raggiungere il suo obiettivo? Tanti studi? Gavetta?

A quindici anni mi sono iscritta alla mia prima scuola di recitazione, dove si lavorava molto sul corpo e sulla coralità. Poi dopo il liceo mi sono iscritta ad un’accademia di musical dove ho portato avanti anche lo studio del canto e della danza. Una volta diplomata ho frequentato un’altra scuola privata d’impostazione Stanislavskijana e poi sono approdata a Roma. La verità? Il primo anno è stato un disastro! Mi mantenevo grazie agli spot pubblicitari che giravo a Milano, ma per il resto non si muoveva nulla. Dopo, piano piano, le cose hanno iniziato a girare. Del resto se vuoi fare l’artista, soprattutto in questo paese, una certezza la devi avere: dovrai armarti di molta pazienza.

Ha già all’attivo una bella fiction con Raul Bova. Cosa ci racconta di quell’esperienza?

Dice a parte l’essere stata sommersa per otto mesi da domande su Raoul Bova e da tentativi di corruzione da parte di amiche che volevano essere portate sul set? Be’, a parte questo è stata molto positiva! Il cast era per la maggior parte molto giovane e più che su un set sembrava di stare al bar, assieme a un bel gruppo di amici. Raoul è stato un compagno di lavoro meraviglioso e nonostante la sua enorme popolarità è una persona molto cordiale e molto semplice, come i veri professionisti sanno essere.

Adesso la vediamo in televisione nei panni di Veronica nella nona edizione di Un Medico in famiglia. Com’è stato entrare a Casa Martini?

Un bel trambusto, con tutti quei pargoli sparsi per la casa mi sono dovuta far disegnare un albero genealogico dagli amici appassionati alla serie per tirare le fila della famiglia! È stato bello scoprire di far parte del cast, soprattutto pensando che la prima edizione andava in onda quando io avevo 12 anni… Ammetto che tuttora mi stranisce vedermi a fianco di  Lino Banfi o Milena Vukotic.

Interpreta una donna impegnata, molto più grande di lei, è stato difficile entrare nel personaggio? 

È stata una bella sfida, sì. Veronica ha ben 8 anni più di me, un matrimonio fallito alle spalle e soprattutto è la madre di Tommy, un quindicenne in piena rivoluzione adolescenziale (come dico sempre: <<ho fatto un patto col diavolo>>). Non è stato semplice cercare di fare mio tutto questo mondo e questo bagaglio di esperienza, spero di esserci riuscita il più possibile!


Ci racconta qualche aneddoto particolare o divertente avvenuto durante le riprese?

Be’ ci avevano convocati tutti quanti per girare il promo per Sanremo. Nella scena dovevamo cantare tutti assieme qualcosa, ma prima che si decidesse per il ritornello della sigla Lino Banfi ha cercato in tutti i modi di convincerci a intonare un rap da lui composto sulle cime di rapa!! Che ridere. E che paura!

Cosa le piacerebbe fare nel prossimo futuro?

Vediamo: diventare una diva di Hollywood; scoprire  l’elisir d’eterna giovinezza; comporre un album con i miei pezzi e venderne migliaia di copie; fare un viaggio nello spazio; comprare una villa enorme con un parco come giardino e ospitare tutti gli animali che stavano sull’arca di Noè. Chiedo troppo?

Un consiglio per i ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera?

No, no, non intraprendete questa strada ragazzi, è dura, complicata, è una vita d’incertezza, di stenti, di fame, di dolore… Oh la concorrenza va sbaragliata da subito!!! 🙂 scherzi a parte: credo che il consiglio migliore forse sia chiedersi veramente se vogliono fare questo lavoro. Domandarsi se hanno il talento, le carte in regola e la tenacia per farlo. Se la risposta a tutte queste domande è “sì”, allora il consiglio è di buttarsi anima e corpo e di rischiare.

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