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Questo venerdì è particolare, un giorno “storicamente importante” quindi, abbiamo deciso di onorarlo anche noi e quindi, vi proponiamo poche frasi di qualche sopravvissuto alla seconda guerra mondiale. Poche frasi, di quelli che potrebbero essere i nostri nonni, testimonianze di vita vera tra bombardamenti e liberazione.

Nino: Io lo sbarco me lo ricordo, era estate, i tedeschi mi scambiarono per tedesco visto che avevo i capelli rossi, per fortuna tutto si è risolto bene.

Angelo: Durante la guerra c’era solo fame, anche per un pezzo di pane si poteva uccidere, noi avevamo i figli piccoli, tutto era problematico.

Maria: Noi donne non potevamo uscire di casa, io avevo solo paura, mi ricordo ancora i bombardamenti, la luce spenta in casa per evitare che gli aerei trovassero il centro abitato, stavamo con le candele, eravamo sempre al buio.

Infine vi lascio alle parole di Raffaele, io ho avuto il piacere di parlare con sua nipote, la signora Angela Tolfa che, mi ha raccontato di come suo nonno, nonostante l’età, riesce ancora a rendere vivi quei momenti di infinito terrore. Vi lascio così il link di una sua vecchia intervista rilasciata al collega Antonio Del Vecchio per la rivista on line San Marco in Lamis.eu

http://www.sanmarcoinlamis.eu/notizie/citta-e-dintorni/8536-uno-degli-ultimi-sopravvissuti-della-ii-guerra-mondiale-a-san-marco-in-lamis

Nella foto trovate un papavero rosso che, secondo alcuni, è il fiore partigiano, il fiore che veglia il Piero di De Andrè

Buona lettura

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