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Oggi diamo voce ad Ivano Marescotti, conosciuto al grande pubblico per i tanti ruoli in film e fiction televisive e, candidato alle elezioni europee. Dopo la sua candidatura la Rai ha deciso di eliminare tutte le scene da lui interpretate dalla fiction “Una buona stagione”, ecco cosa ci racconta.

Marescotti dopo tanti anni di lavoro in televisione e una bella carriera decide di approdare alla politica. Perché?

Chiariamo una cosa, io non sono sceso in campo, non sono approdato alla politica ma, sono ritornato. Io nasco politico, i miei genitori hanno fatto la resistenza, sono figlio di partigiani, ho sempre fatto politica sin da quando ero ragazzo e poi, negli anni, sono stato tra i fondatori del Partito Democratico che poi ho lasciato per alcune incomprensioni. Per anni ho vissuto di altro, facendo un altro lavoro poi, ho lasciato tutto per intraprendere la carriera d’attore ma non ho mai smesso di fare politica. Nell’ultimo periodo in maniera più eclatante se così possiamo dire ma, la politica e soprattutto l’impegno politico per la gente, per la cittadinanza è sempre stato parte integrante della mia vita.

Immaginava che la Rai cancellasse il suo personaggio dalla fiction “Una buona stagione”?

No, non mi aspettavo un comportamento di questo tipo che, a mio avviso è lesivo dell’uomo, della dignità umana e della professione d’attore. Quando in Rai hanno scoperto la mia candidatura con la lista Tsipras mi ha chiesto di ritirare la mia candidatura cosa che ovviamente non ho fatto. Le pressioni della Rai sono arrivate da più parti ma io non ho mai pensato di ritirarmi e così, il giorno di Pasqua mi hanno chiesto il nulla osta per togliere tutte le scene della fiction dove ero presente, ho detto no, che non avrei accettato questo ricatto, ma loro lo hanno fatto lo stesso.

Un danno notevole?

Certo, non solo per me ma anche per tutti quelli che hanno lavorato con me. Il mio era un personaggio importante, il padre della protagonista, in una fiction corale come questa non puoi togliere di punto in bianco un personaggio, ne va del lavoro di tutti. Ripeto, io mi batterò, a prescindere dal risultato elettorale, per questo torto che è stato fatto a me e ai miei colleghi. Questa è un’offesa al lavoro e alla dignità del lavoro.

Ad ogni modo i suoi film e le fiction dove lei è presente continuano ad essere trasmesse

Su Rai Premium è andato in onda Raccontami dove interpreto uno dei protagonisti e poi anche su altri canali hanno trasmesso altri film quindi non capisco proprio questo comportamento. A me pare una grande idiozia che, continuo a dire, ha arrecato un danno a tutti i miei colleghi. Personalmente devo dire che da questa polemica ho tratto un piccolo vantaggio ovvero in molti mi fermano per fare domande sul perché dei tagli e così ho modo di parlare con la gente del nostro programma per l’Europa.

Si è pentito di questa scelta?

No, in nessun momento. Sono fortemente convinto che in Europa ci sia bisogno di sinistra e per questo mi sono candidato. E’ un compito oneroso sin dalla campagna elettorale, però non mi pento affatto.

Torniamo alla sua carriera. Lei in teatro ha lavorato molto sul dialetto e sulla bellezza di quello che viene chiamato vernacolo. Oggi si parla di insegnare i dialetti regionali a scuola lei che ne pensa?

Assolutamente no. Il dialetto è una lingua orale che non può essere insegnata ma tramandata. Io ho parlato il dialetto per anni e ho imparato l’italiano a scuola, oggi non è più così, prima il dialetto era la lingua dei poveri della gente che non aveva studiato, degli ignoranti, oggi invece si vuole rivalutare questa lingua e, a me sta bene, ma insegnarla a scuola mi sembra una stupidaggine. E poi cosa si dovrebbe insegnare? Nel mio paese si parla un dialetto, in altri comuni a pochi chilometri di distanza le stesse parole vengono dette e soprattutto scritte in un altro modo, il dialetto non è come l’italiano o l’inglese, non ci sono delle regole grammaticali o sintattiche, ognuno scrive come vuole come si fa ad insegnarlo? Il dialetto, tutti i dialetti, devono vivere sempre e, saranno sempre parte importante del teatro e della poesia.

Oltre il teatro anche tanta televisione e le fiction. Raccontami, I Liceali, Un medico in famiglia, quale ricorda con piacere?

Sono tutti bei lavori ma sicuramente Raccontami mi è rimasta nel cuore. Gli anni 60, la famiglia italiana che si evolve, il boom, era pronta la terza serie ma poi tutto è andato in fumo.

Lei fa sempre il cattivo come mai?

Non lo so però faccio sempre la canaglia di turno, una simpatica canaglia, l’unica volta che interpretavo un personaggio buono, calmo, positivo sono stato depennato.

Dove la rivedremo?

Ironia della sorte sto girando la terza stagione della fiction Rai “Che Dio ci aiuti” con Elena Sofia Ricci e quindi, Che Dio ci aiuti!

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