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Fare la mamma è difficile se poi non puoi contare neanche sulle favole è ancora peggio!

In diverse occasioni ho detto di non amare le favole classiche e, di conseguenza, neanche i cartoni basati su quelle favole. Nonostante ciò ci siamo imbattuti nella canzone dei nanetti di Biancaneve e, mio figlio, l’ha imparata a memoria e quando io accendo il pc per lavorare lui canticchia il ritornello….Niente di strano, solo che ho letto un articolo dove viene affermato che dietro i nomi dei sette nani si celino in realtà gli effetti della droga che poi troverebbe il suo apice nella parola Biancaneve.

Bene scopro dall’articolo che Cucciolo rappresenterebbe la sensazione di stanchezza, Brontolo è l’irritabilità, Eolo rappresenta il bisogno di starnutire, Gongolo l’euforia, Dotto l’onnipotenza, Mammolo il disagio mentre Pisolo l’intorpidimento.

L’autrice dello studio analizza i nomi originali dei nani, quindi fa un’analisi dall’inglese anche se, anche con la traduzione italiana non ci allontaniamo molto dal significato.

Quindi Bianceneve inneggia alla droga, i Puffi al comunismo, Peppa Pig è anarchica, insomma non si può guardare niente. Hanno persino criticato Francesco Bernoulli, uno dei protagonisti di Cars 2, di dare un’immagine sbagliata dell’Italia.

Ma, quando ero piccola io non c’erano tutti questi problemi eppure sono cresciuta con pane e Nutella e Lady Oscar, guai a nominarla oggi perché, dicono, mette in crisi l’identità sessuale.

E quindi? Stasera che si guarda?

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