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Viola Veloce, scrittrice autoprodotta che, dopo anni di sacrifici è stata giustamente notata da un grande editore la Mondadori e così il suo libro, “Omicidi in pausa pranzo” è stato rieditato e, da questo mese è di nuovo in vendita ottenendo buoni consensi. Ecco cosa ci ha raccontato

Viola, il tuo libro ha scalato le classifiche di Amazon e adesso è stata rieditato con la Mondadori. Quando è arrivata la proposta, cosa hai pensato?

Devo dire che non me l’aspettavo. Gli editori tradizionali, fino a poco tempo fa, erano piuttosto diffidenti nei confronti dei self-publisher e quindi mi immaginavo che non ci sarebbe stata la possibilità di un ritorno verso l’editoria tradizionale, dopo aver scelto il selfpublishing. Ma poi ho capito che anche gli editori guardano le classifiche sul web. In un certo senso, è più efficace andare in classifica su Amazon per essere letto dall’editor di una casa editrice, che non mandare il dattiloscritto dentro una busta. Io, però, mi ero autopubblicata per essere letta dai lettori, non dagli editori. Il fatto che poi una casa editrice abbia letto il mio libro è stato un effetto secondario che non avevo previsto.
E che è arrivato in modo del tutto inaspettato, soprattutto perché si trattava di Mondadori.
Insomma, una vera sorpresa.

Cosa significa per un autore fare tutto da sé e poi, ad un certo punto, vedere il tuo lavoro premiato?

Il premio migliore è quello di essere letto dai lettori. Su Amazon ce l’avevo fatta, perché ho venduto circa 10.000 copie, ma a un prezzo molto sensato: 0,99. La scommessa con Mondadori sarà quella di riuscire a farsi leggere anche in un formato più costoso di quello dell’ebook autoprodotto.
Non dobbiamo dimenticarci che oggi c’è una contrazione dei consumi “culturali”. I teatri non vanno bene, vanno maluccio persino i cinema, e i libri stanno diventando un articolo “di lusso”.
Io personalmente continuo a comprare libri cartacei, ma mi rendo conto che non compro libri che costano più di venti euro.
Ma Mondadori sta facendo una politica di contenimento dei prezzi e “Omicidi in pausa pranzo” ha un prezzo sensato: 14 euro.
Mi rendo conto che però l’acquisto di un libro oggi sia più “pensato” di quanto non fosse una volta.  Insomma, vendere libri non è più così facile. Anche se io sto per andare all’Ikea a comprarmi un’altra libreria (la solita Billy), dove mettere i libri che ho comprato negli ultimi anni. Leggo ebook, ma i libri mi piacciano ancora. E’ bello vederli tutti in pila sul comodino…

C’è stato un momento della tua carriera da self in cui hai pensato “magari mi capita di essere notata”?

Come ti ho detto, non, non me l’aspettavo. Quindi è stato veramente inaspettato.

Ti senti arrivata come autrice?

No. Io non sono mai veramente soddisfatta da quello che scrivo. Non mi piace fino in fondo quello che scrivo, anche perché riesco a vedere i limiti del mio stile. E quindi mi chiedo sempre se riuscirò a scrivere meglio. E soprattutto mi chiedo se riuscirò a scrivere un altro libro. Non basta avere una buona idea per cominciare a scrivere, ma bisogna essere nello spirito giusto per farlo. Insomma, non sai mai se la musa dell’invenzione ti visiterà ancora.

Il libro e l’ebook sono in vendita da poco ma, nonostante il prezzo maggiorato le vendite continuano a salire. Qual è il segreto?

Credo che il passaparola aiuti moltissimo nelle vendite. Il fatto di avere un blog e non un sito statistico aiuta sicuramente, perché l’autore non tace, dopo aver finito il libro, ma continua a parlare con chi lo legge. Io poi sono sui Social Network, e parlo con tutti quelli che hanno voglia di dirmi qualcosa. Insomma, non sto in una villa in Toscana dove organizzo feste esclusive per un pubblico selezionato, ma condivido gli stessi spazi dei lettori. Insomma, ai tempi del web, la distanza tra lettore e autore non c’è più. E poi sono in tantissimi a scrivere. E quindi si potrebbe dire che il lettore è spesso un autore, o qualcuno che scrive quello che pensa dei libri. Insomma, viviamo tutti nello stesso grande paese globale – il web – che azzera le differenze di status. 

Il testo è sicuramente originale  e Francesca è un personaggio particolare da dove hai preso spunto per fare tutto questo?

Francesca è una persona normale, che fa una vita molto simile a quella di chi legge il libro, anche se gli omicidi nei quali viene coinvolta sono assolutamente surreali. Ho calcato un po’ la mano sul fatto che fosse un po’ di sfigata, perché mi piaceva l’idea che assomigliasse un po’ a Fantozzi, a cui va tutto male. Volevo una protagonista che fosse un po’ una vittima. Ma che avesse la leggerezza per prendersi in giro. Una vittima allegra, insomma. Non una vittima tragica.

L’ultima volta che ti abbiamo intervistata hai accennato ad un omicidi in condominio, hai già qualcosa di pronto?

Ho lavorato ancora sulla sinossi, che ha preso una forma più decisa (e più lunga) rispetto a quella precedente. Ma sono particolarmente stanca perché in questi mesi ho dovuto rieditare il libro, che mi è costato una discreta fatica. E ho dovuto anche studiare con mio figlio, che ha finito la seconda media. Non sono quindi nella forma migliore per cominciare a scrivere un altro libro. Rimandato a settembre!

Ringraziamo Viola per essere tornata a trovarci, chi volesse conoscere meglio il suo libro ecco il link d’acquisto

http://www.amazon.it/Omicidi-pausa-pranzo-Viola-Veloce-ebook/dp/B00KMHEYVM/ref=pd_ecc_rvi_4

 

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