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Oggi parliamo con Camilla la creatrice del marchio Used Panties. Avevamo già parlato del suo sito e della vendita on line di biancheria usata, oggi, approfondiamo l’argomento con la diretta interessata che ci spiegherà meglio l’origine del suo progetto.

Camilla, abbiamo parlato del tuo portale spiegando un po’ come funziona, vuoi dirci qualcosa di più sul tuo lavoro?

Innanzi tutto non lo definirei ancora un “lavoro”. Camilla è il corpo di un marchio che sta portando – e sempre più porterà – una ventata di Buon Umore in Italia. E questo perchè Camilla, a dispetto dell’immagine che dà di sé, è una ragazza stufa di lamentarsi della crisi, delle cose che non vanno e di dire che tutto va male. Camilla preferisce inventare nuovi progetti fino a tarda notte con i suoi amici (e co-fondatori del marchio Used Panties) alle affollate discoteche della capitale. Le piace apparire ma è anche una gran pantofolaia, è sexy ma legge i poeti romantici. Questo per dimostrare che un sedere messo in mostra non equivale necessariamente all’essere ochetta o a essere “una Ruby” (come mi hanno definito!) Semplicemente dipende da come vengono fatte le cose. E crediamo di farle con eleganza e allegria. Camilla ha in serbo davvero tantissime sorprese speciali. Allora sì che quello che fa diventerà un lavoro.

Ci racconti da dove è nata la tua idea?

Appunto, come dicevo, dalle chiacchiere fino a notte fonda con una mia carissima amica – che è poi la fotografa di Used Panties. Ci sono sempre piaciute le cose “strambe” e “non convenzionali”, volevamo vendere mutandine usate ma non ci andava di farlo in modo amatoriale e volgare. Volevamo aggiungere qualcosa alla semplice compravendita di merce usata, aggiungere la nostra personalità e le nostre idee, ed ecco che è venuto fuori UP.

Come fai a reperire il “materiale”?. Sono le donne che ti contattano e ti spediscono la biancheria?

Ma magari! Ancora no, quelle che mando sono ancora le mie mutande (ne ho tantissime, sì!) però ci sono già delle donne che ci hanno contattato chiedendo di vendere la loro biancheria intima con noi. Probabilmente arriveremo anche a quello ma sempre con stile e per far bene una cosa ci vuole del tempo e una buona pianificazione.

Invece i tuoi clienti chi sono?

Sono uomini, da tutto il mondo. I più normali tra gli uomini, direi. Paradossalmente stiamo riuscendo a dimostrare quello che volevamo e cioè che chi non ha perversioni o stranezze è, in realtà, il più strano di tutti. Infatti, fino ad ora, gli unici uomini a non darci problemi sono stati i feticisti (di scarpe, di calze, di intimo in genere!) Tutto il resto si rivela a dir poco inquietante!

In tempi di crisi hai messo su un piccolo impero soddisfatta del lavoro?

Beh…piccolo impero è un’espressione azzardata. Vendiamo bene ma per ora le mutande vendute servono ad auto-finanziare i progetti futuri (e ce ne sono davvero tanti!) Soddisfatti sicuramente, anzi, soddisfattissimi!

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