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Rebecca ci parli un po’ della tua associazione “Adolescenti e cancro”?

Certamente! “Adolescenti e cancro” è nato come un progetto/sito Internet il 2 settembre 2014 ed è diventato un’associazione non riconosciuta il 16 ottobre 2014. Probabilmente vi state chiedendo com’e’ nato tutto ciò… sono una ragazza di 30 anni della provincia di Livorno, una scrittrice emergente con due romanzi auto pubblicati all’attivo. Il secondo romanzo – uscito il 19 maggio – s’intitola “Fino all’ultimo respiro” e parla del cancro nell’adolescenza: per documentarmi sul tema del libro mi ho svolto diverse ricerche, come faccio sempre prima di cominciare a lavorare su un romanzo, e mi sono ritrovata a leggere e ascoltare le storie di ragazzi che hanno o hanno avuto il cancro. Mi aspettavo storie di dolore, morte e tristezza, ma tutte queste cose sono messe in secondo piano dal coraggio, dalla forza interiore, dai sorrisi, dall’altruismo, in poche parole dalla voglia di vivere!

Ciò mi ha spinta a rendere leggibile gratuitamente il romanzo (per richiederne una copia in PDF: rebeccaromanzo@yahoo.it) e a incoraggiare i miei lettori a donare quello che possono in favore di Teenage Cancer Trust, Regno Unito (https://www.justgiving.com/Rebecca-Domino)

Dopo un po’ però mi sono resa conto che non era abbastanza. Il tema continuava a interessarmi e ho svolto ulteriori ricerche, tramite le quali mi sono resa conto che qua in Italia non c’e’ molto supporto sociale e fra coetanei dedicato ai ragazzi fra i 13 e i 24 anni che hanno o hanno avuto il cancro, e ho deciso di fare la mia parte, nel mio piccolo, per cambiare le cose in positivo. Ecco com’e’ nato “Adolescenti e cancro”.

Il nostro scopo primario è offrire supporto sociale e fra coetanei a questi ragazzi. Dato che abbiamo giovani da diverse regioni utilizziamo molto Internet: per esempio da una necessità dei ragazzi stessi è nato il gruppo chiuso su Facebook a loro riservato, dove i ragazzi possono parlare liberamente sia della malattia, sia di ogni altra cosa. Il punto cruciale del gruppo – da cui ne è nato uno anche su whatsapp – è che non sono ammessi genitori, parenti vari, amici e curiosoni così i ragazzi sono liberi di essere se stessi e di confrontarsi con altri giovani che possono capirli appieno.

Una parte fondamentale di quello che facciamo è l’invio dei pacchi sorpresa gratuiti ai ragazzi italiani attualmente in cura e a quelli che sono in remissione ma hanno ancora delle difficoltà fisiche/emotive-psicologiche causate dal cancro. I pacchi sorpresa contengono regalini a misura di adolescente (inviati da donatori in ottime condizioni oppure generosamente offerti dalle aziende) e portano colore e allegria nelle loro vite. Inoltre, è un modo per dire loro “la situazione che stai affrontando è molto dura, ma noi siamo qui con te”.

Organizziamo delle giornate di svago (al momento abbiamo in programma di mandare le nostre ragazze di Milano e dintorni che sono interessate, ad assistere a uno spettacolo di cabaret con i comici di Colorado Cafe’ che si terrà a marzo 2015) e c’impegniamo per realizzare i piccoli desideri dei nostri ragazzi, che per loro valgono moltissimo.

Proponiamo anche piccoli progetti che i ragazzi possono svolgere a casa propria, ma in contemporanea con gli altri giovani del progetto; per esempio, al momento in cui scrivo alcuni dei ragazzi presto decoreranno dei foulard che ci sono stati gentilmente concessi da un’azienda e che rivenderemo a una cifra come 10 Euro per coprire le spese dell’associazione; inoltre offriamo ai ragazzi “piccoli piaceri” che sono messi a disposizione da privati che hanno deciso di offrire il loro talento e la loro arte.

La nostra prima iniziativa è la mostra fotografica online “Sei bellissima”, aperta a ragazze fra i 13 e i 24 anni sia italiane sia straniere che hanno o hanno avuto il cancro. Lo scopo primario della mostra è ricordare alle persone che la forza interiore, l’altruismo e l’amore per la vita sono le cose che rendono davvero bella una persona e allo stesso tempo vogliamo celebrare la bellezza e il coraggio di queste ragazze (per vedere le foto delle ragazze che partecipano per ora: http://adolescentiecancro.weebly.com/visita-la-galleria-fotografica.html

Sul nostro sito è possibile leggere le storie di alcuni ragazzi e guardare dei video, inoltre ogni giovane può inviarci la sua storia così da poter aiutare altri ragazzi. Ci piace dire che la nostra associazione è per e con i ragazzi che hanno o hanno avuto il cancro, ognuno di loro è una parte fondamentale, è come se ognuno di noi fosse il tassello di un puzzle e per funzionare bene dobbiamo essere uniti e complementari gli uni agli altri. I ragazzi possono proporre idee, progetti, iniziative ecc…

Nonostante la nostra associazione si occupi in modo principale dei giovani italiani, è internazionale il che significa che ci sono anche dei giovani stranieri coinvolti, e i ragazzi italiani che lo desiderano possono essere messi in contatto con gli stranieri tramite lo scambio d’indirizzi e-mail.

Facciamo inoltre sensibilizzazione alla donazione di sangue e midollo osseo e vogliamo fare la nostra parte nel parlare del cancro nell’adolescenza, delle sfide che devono affrontare questi ragazzi, ma anche dei loro sogni e dei loro obiettivi.

La nostra associazione accoglie tutti i ragazzi che pensano di poterne beneficiare in qualche modo: non importa a quale stadio è il loro cancro o se sono in remissione, non importa il tipo di reparto in cui sono o sono stati curati, tutti sono i benvenuti.

Il nostro motto è MAI PIU’ SOLI.

Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai “tuoi “ragazzi?

Sento molti dei miei ragazzi regolarmente e sono sempre a disposizione per tutti loro, ma dato che mi e’ stata fatta la domanda voglio dir loro: Ragazzi, grazie! Quando ho lanciato il progetto a settembre non sapevo che cosa aspettarmi, ma di sicuro non mi aspettavo tutto il vostro supporto ed entusiasmo; voi siete il motore dell’associazione, in tutti i sensi, vi voglio bene!

Parlare con i “tuoi ragazzi” ti ha cambiato in qualche modo?

Certamente! Sin da quando svolgevo le ricerche per il mio romanzo “Fino all’ultimo respiro”, sono stata cambiata dalle storie che ho letto e ascoltato di giovani che hanno o hanno avuto il cancro, anche se molte di quelle storie le ho semplicemente trovate su Internet, senza avere alcun tipo di rapporto con i giovani che le hanno vissute. Adesso che ho i “miei ragazzi”, ci tengo moltissimo a costruire un rapporto con loro, anche con gli stranieri; alcuni sono impegnati e non li sento molto spesso ma altri li sento regolarmente. Per me sono prima di tutto ragazzi con dei sogni, delle idee e delle speranze, che naturalmente hanno affrontato o stanno affrontando difficoltà che la maggior parte dei loro coetanei – e anche di noi adulti – non può neanche immaginare. La loro forza, il loro condividere le loro esperienze per aiutare gli altri, questa voglia di fare, di conoscere nuovi amici, e l’amore e l’entusiasmo per la vita sono tutte cose che mi fanno andare avanti con l’associazione. Mi piace pensare che l’associazione sia un luogo in cui avviene uno scambio: non ho mai pensato, neanche per un attimo, che sia solamente l’associazione ad aiutare i ragazzi. Loro mi aiutano tantissimo e sicuramente mi hanno dato e insegnato molto. Alcuni dei ragazzi – inclusi degli stranieri – mi hanno aiutata molto all’inizio, quando ho avuto l’idea del progetto e avevo bisogno di qualcuno che “mi guidasse” in questo percorso e che avesse vissuto il cancro nell’adolescenza sulla propria pelle; la cosa che mi stupisce è che più di una volta mi è capitato di ringraziare chi fra loro mi ha aiutata sin dall’inizio, e questi ragazzi quasi non si rendono conto di tutto quello che fanno e hanno fatto; la loro umiltà e purezza mi sorprende sempre eppure, ancora una volta, voglio dir loro grazie per avermi sostenuta con il progetto e, soprattutto, per aver cambiato il modo in cui vivo la vita e in cui vedo la morte.

Come prosegue la raccolta fondi?

Siamo diventati associazione il 16 ottobre 2014, quindi non molto tempo fa e la raccolta fondi è solamente all’inizio. Tramite il nostro sito è possibile donare quello che una persona desidera, anche soltanto 2 Euro, per aiutarci a portare avanti i nostri progetti. Inoltre tramite il nostro sito è possibile acquistare i primi oggettini solidali (magari da regalare per Natale) per aiutare la nostra associazione; gli oggettini costano 3 Euro cadauno. Vi lascio i link per saperne di più:

Per le donazioni: http://adolescentiecancro.weebly.com/donazioni.html

Per ordinare degli oggettini: http://adolescentiecancro.weebly.com/oggetti-solidali.html

Che cosa volete realizzare con i fondi raccolti?

Come ho accennato prima, uno dei nostri punti fondamentali è l’invio dei pacchi sorpresa ai ragazzi, che abitano in diverse zone d’Italia, e questo significa che ogni volta che inviamo un pacco sorpresa dobbiamo ricoprire le spese di spedizione. Spesso dobbiamo ricorrere alle poste per inviare ai ragazzi gli oggetti per i progetti oppure per finanziare le loro idee: per esempio, i ragazzi stessi hanno realizzato un bracciale in semi naturali che significa appartenenza all’associazione e che serve per farli sentire sempre vicini agli altri giovani con qualcosa di tangibile. L’associazione deve finanziare l’acquisto del materiale necessario perché i nuovi ragazzi e quelli che si uniranno in futuro possano ricevere e creare il bracciale. Per quanto riguarda la realizzazione dei desideri o l’organizzazione di giornate di svago, quando possibile cerchiamo di collaborare con privati o aziende per evitare costi ma a volte è necessario avere dei fondi per coprire le spese. Quando l’associazione avrà un budget di un certo livello mi piacerebbe anche supportare realtà sia nazionali sia internazionali che si occupano di reparti oncologici a misura di adolescente. Inoltre, due giorni fa è morto uno dei nostri ragazzi dopo aver combattuto contro un osteosarcoma e quando ricevi notizie del genere ti chiedi “perché” pur sapendo che un perché razionale non lo troverai mai e l’unica cosa che possiamo fare per scacciare l’impotenza è finanziare la ricerca perché possa essere portata avanti, perché vengano fatti dei progressi e perché, un giorno, si arrivi alla cura contro il cancro. Ecco perché, in futuro, mi piacerebbe devolvere parte delle donazioni ricevute dall’associazione alla ricerca sul cancro nei bambini e nei ragazzi.

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