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Gianmarco Pozzoli da tempo indossa la divisa interpretando Huber nella seguitissima fiction “Un passo dal cielo” attualmente in onda con la terza stagione. Gianmarco però ha realizzato anche un bel sogno, ha creato con fatica uno spettacolo teatrale interattivo ed estremamente particolare. Ecco di cosa si tratta..

Gianmarco come cambierà e che novità ci saranno per il personaggio di Huber in questa terza serie?

Le novità saranno tante a considerazione soprattutto degli importanti temi che affronterà questa terza stagione. Pietro, il personaggio interpretato da Terence Hill, dovrà affrontare le vicende lasciate in sospeso nella serie precedente, mi riferisco al ritrovamento del bambino che Pietro ha salvato e poi ancora ci sarà l’ingresso di una bella donna che scombinerà un po’ le carte. Il mio Huber invece sarà sempre accanto al commissario con i suoi consigli.

La serie ha molto successo. Com’è stata girare tra le montagne e i boschi?

Bellissimo. I luoghi in qui è girata la fiction sono bellissimi da vedere ma anche da vivere e poi devo dire che tutto lo staff della serie, dagli attori ai macchinisti, truccatori, sarti e chiunque abbia lavorato anche solo per un giorno con noi, è stato in grado di calarsi nell’atmosfera tanto da diventare una grande famiglia. I luoghi riescono a ricreare un’atmosfera veramente magica.

Tra poco debutterai in teatro con lo spettacolo Discoteque Machine. Cosa proporrai al pubblico?

E’ uno spettacolo tutto nuovo, una nuova commedia dell’arte. Prima di tutto è uno spettacolo muto, o meglio, non ci saranno attori sul palco a parlare, a fare monologhi o dialoghi ma la vera protagonista sarà la musica ed il pubblico in sala. Sceglierò della persone comodamente sedute sulle loro poltroncine e le porterò a ballare, in questo modo cercherò di far liberare la fantasia a degli adulti che magari troppo spesso hanno dimenticato di vivere come se fossero bambini. Io e i miei collaboratori indosseremo delle maschere e anche noi ci scateneremo sulle note della musica anni 60. Vogliamo riportare l’uomo adulto all’essenza vera dell’essere uomo, quasi allo stato primordiale.

Lo spettacolo come cura?

Lo spettacolo e soprattutto la danza, la possibilità di potersi muovere in uno spazio libero e la voglia delle persone che decideranno di mettersi in gioco, di esorcizzare la vergogna, noi balleremo con loro, il risultato sarà esilarante e liberatorio. Sono convinto che la musica sia una buona compagna ma anche una buona terapia.

Quali sono le date?

Il 19 e il 26 Gennaio e per finire il 2 Febbraio, tutte a Milano.

Uno spettacolo così particolare potrebbe varcare i confini nazionali?

E’ la mia speranza. Tengo molto a questo spettacolo tanto da aver investito tempo e denaro per metterlo in piedi, mi piacerebbe fare altre tappe sia in Italia che all’estero perché credo profondamente nel significato di quello che metteremo in scena tra pochi giorni. Magari accadrà.

Appuntamento quindi lunedì a Milano con il nuovo spettacolo dell’agente Huber

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