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Caos tutto italiano (tanto per cambiare) sulla pillola dei cinque giorni dopo.

Il nostro paese è ormai l’unico che prevede la prescrizione medica per la pillola in questione e, tra qualche giorno l’Aifa (agenzia italiana del farmaco) deciderà se anche nel Belpaese la prescrizione medica debba essere abolita oppure no.

Intanto parlano le donne che considerano un loro diritto presentarsi in ospedale e chiedere la pillola senza prima dover effettuare una serie di analisi e accertamenti di rito. In effetti fino ad oggi i medici chiedono alla paziente di effettuare un test di gravidanza prima di somministrare la pillola.

Alla notizia così, nuda e cruda, aggiungiamo che spesso le donne si trovano di fronte a medici obiettori di coscienza che potrebbero, e sottolineiamo, potrebbero, rifiutarsi di somministrare il farmaco.

I medici cattolici parlano così di aborto mascherato ma, il sindacato dei medici chiede al governo di fare chiarezza e di rispettare le linee guida dell’unione europea. Si stima intanto che in Europa il 44% delle gravidanze sono indesiderate come si concluderanno? Con una nascita o un aborto?

Fermo restando che i rapporti protetti sono da incoraggiare, che è necessario fare educazione sessuale a casa come a scuola è necessario anche rispettare la libertà di ogni singola donna di decidere se prendere o meno una pillola che le potrebbe cambiare la vita.

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