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Quanto male c’è nel mondo? Restringiamo il campo riformulando la domanda.

Quanto male c’è attorno a noi?

Tanto, tantissimo da perdere il conto. Lo trovi alle poste quando chi è in coda dopo di te ti lincia con lo sguardo perché devi pagare quattro bollette e fare due raccomandate di cui una internazionale, c’è al supermercato quando il vecchietto t’insulta perché sei passata avanti a lui nella cassa prioritaria visto che tu hai il pancione di otto mesi e lui invece sta benissimo.

C’è a scuola, dove ogni bambino viene, prima o poi, preso in giro per qualcosa.

Ecco appunto i bambini, i maggior fruitori di favole, favolette, romanzetti, cartoni animati. Da che mondo e mondo nelle favole c’è sempre un buono e un cattivo e solitamente il buono vince. Ma siamo sicuri che vada sempre così?

Per prima cosa oggi assistiamo ad un fenomeno innaturale ovvero in quasi tutta la letteratura o la filmografia per bambini il cattivo non c’è, viene oscurato, così come vengono cancellate le diversità perché, dicono, che non è corretto inserire immagini o frasi razziste (ad esempio) perché potrebbe passare un messaggio scorretto.

Via quindi a cartoni bianchi per bambini bianchi, neri per bambini neri e così via.

Vengono tolti dai cartoni i cattivi perché, i cattivi non esistono e il male deve essere sconfitto. Che bello! Peccato che poi questi bambini si devono confrontare con il mondo (il loro mondo) dove il male esiste (eccome).

Esiste il bimbo che ti tira i capelli, quello che ti ruba il colore, quello che lancia una macchinina, quello che rasa la testa alla tua barbie preferita non è“male”questo?

E poi, ditemi una cosa, se dalle fiabe e dai cartoni togliemo il Male, il Bene che ci sta a fare?

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