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“Nutrire il pianta” in maniera rispettosa della natura, delle persone e del territorio.

Un obiettivo virtuoso ed importante, tanto più serio se coinvolge non solo il benessere delle persone ma anche la dignità ed il benessere degli animali.

E’ questo l’impegno di Valverde, la  cooperativa piemontese di soci allevatori di Saluggia (VC) alla quale è stato assegnato quest’anno il PREMIO GOOD CHICKEN da CIWF, una delle più importanti associazioni al mondo che lavora esclusivamente per la protezione e il benessere degli animali negli allevamenti. Compassion In World Farming ha scelto di premiare l’italiana ValVerde perché ha soddisfatto i criteri che rispondono alla salvaguardia del benessere animale, della salute pubblica, della sicurezza alimentare proponendo un modello di allevamento rispettoso, dignitoso e di qualità. Un grande riconoscimento per il nostro Paese, un’enorme soddisfazione per la Cooperativa che da diversi anni ha scelto portare sulle tavole un prodotto sostenibile e di alta qualità ed è impegnata a salvaguardarlo nel rispetto delle generazioni future.

“Valverde – è stato dichiarato durante il Forum Europeo di CIWF a Parigi – è una delle poche aziende che sul mercato italiano è stata in grado di avviare un importante cambiamento nel resto della filiera,  più di un milione e mezzo di polli potrà vivere in condizioni migliori”.

I sistemi di allevamento permessi dalla legge ha dichiarato il Presidente Andrea Costasono spesso brutali: alte densità, accelerazione della crescita con esposizione forzata alla luce, selezione genetica, inattività, somministrazioni cospicue di antibiotici per cercare di scongiurare le malattie causate dallo stress da sovraffollamento e dalla debolezza congenita di questi animali… Nulla di tutto ciò viene tollerato e accettato negli allevamenti di ValVerde! Per ValVerde  rimangono inviolabili i principi del rispetto, della qualità, della tradizione e della salute del consumatore e dell’ambiente. Sono scelte importanti, queste, che si allontanono da una visione da capitano di industria e si collocano su un cammino forse più difficile ma sicuramente più etico, più artigianale e sicuramente anche più umano. Per questo il premio GOOD CHICKEN ci gratifica e ci sprona a continuare a lavorare in questa direzione”.

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