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Daniele_Frederico-16

Un giovane italiano, uno dei tanti “cervelliin fuga” ci racconta la sua esperienza all’estero.

Ci racconta come mai ha scelto di lasciare l'Italia?

E' stata solo una scelta di lavoro. In Italia non avevo prospettive e soprattutto 
non riuscivo a fare quello che mi piaceva, cioè il programmatore nell'ambito
 degli effetti speciali.
 Quando ho saputo che a Londra un paio di compagnie avrebbero lavorato al 
secondo film delle Cronache di Narnia (e essendo io innamorato di questi
 libri da tempo) ho preso la palla al balzo. Alla fine il film non e' venuto
 fuori un granché, ma e' stata una bella esperienza. Da allora ho lavorato a
 molti altri film, quello che mi e' piaciuto di più e' stato Gravity.

Prima di partire qual'era il suo sogno? Le sue aspettative?

Ho cominciato a fare questo lavoro perché volevo raccontare storie mie 
attraverso immagini, ma dopo i primi progetti a Londra mi sono accorto che
 sarebbe stato impossibile. Allora mi sono detto che mi sarebbe andato bene
 semplicemente lavorare a bei film, ma anche questo oggi giorno è molto 
difficile. Dopo tutto sono cresciuto vedendo film come "Braveheart",
 "Schindler's list" e "Forrest Gump", per cui i miei standards sono piuttosto
 alti (e particolari). Da qualche anno proprio per questo desiderio che ho
 di comunicare, mi sono messo anche a scrivere storie, la prima che ho 
pubblicato si chiama "Space Runners" ed e' disponibile su Amazon.

E' stata una scelta facile?

Diciamo che a 22 anni quando ho deciso di andarmene, non sapevo bene
 quello che avrebbe comportato. Più che facile e' stata una scelta dovuta per 
amore a me stesso e a quello che era la mia passione.

Come mai Londra?

Come ho detto prima, c'era il lavoro che desideravo. Londra è un grande
 centro per gli effetti speciali. Noi europei siamo molto fortunati a poter venire
 qui senza bisogno di un visto. Semplifica di molto le cose.

Si sente il classico cervello in fuga?

No, semplicemente perché non sono un genio. Mi potrei definire cervello in
 fuga, solo perché in effetti ne ho uno! Alla fine sono solo un ragazzo che 
voleva lavorare, ma soprattutto voleva poter fare quello per cui si sentiva
 portato. Da quando sono qui ho incontrato tante persone molto più brave di
 me, a volte anche con più entusiasmo e competenze. Fa solo un po' tristezza 
che in Italia non si voglia più scommettere sulle idee e l'entusiasmo dei 
giovani. Qui da quel punto di vista e' tutto un altro mondo.

Se pensa al futuro cosa immagina?

Se penso ai miei sogni, mi immagino come un affermato scrittore 
(ma lo dubito molto!). Se penso a quello che la mia vita sarà realmente, 
devo dire che non ne ho la più pallida idea! Negli ultimi anni ci sono stati 
molti cambiamenti nella mia vita e non credo finiranno adesso.

Cosa può fare l'Italia per impedire che i suoi figli migliori vadano via?

Io francamente non mi preoccuperei molto di questo. L'Italia, se vuole essere 
una buona madre, non deve opprimere i suoi figli e avere paura che la lascino.
 D'altro canto se saprà dare loro tutto, stia pure tranquilla che nel momento 
del bisogno torneranno ad aiutarla. Io sento di avere avuto tutto da giovane:
 una buona famiglia, dei buoni amici e una ottima educazione (che mi ha 
aiutato a guardare al mio cuore e al bello fuori da me). Sono cose che non si 
dimenticano, o per lo meno che io non dimentico.

Tornerebbe in Italia se?

La mia intenzione e' quella di tornare in Italia senza se e senza ma. 
Al momento è un po' difficile, ma sto cercando di costruirmi le condizioni
 per farlo il prima possibile.

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