Tag

, ,

Featured image

Oggi pariamo con una scrittrice esordiente, Salvatrice Abbate che da pochissimi giorni ha pubblicato il suo primo libro dal titolo “Ciavola, il destino tra le note” che racconta la storia di un suo concittadino.

Salva come mai hai deciso di scrivere questo libro?

In primo momento sono stata attratta dalla storia personale di Saverio Ciavola per la sua tragica fine, e poi dal racconto di chi lo conobbe. Lo hanno definito un ragazzo allegro, sensibile e intelligente. Qualcuno ancora in vita dice che dopo averlo conosciuto non ci si poteva allontanare perché aveva qualcosa di speciale. Era un amico vero e sincero, addirittura “unico”.

La sua vita è stata segnata da gravi lutti però la sua forza d’animo lo hanno fatto reagire rimanendo sempre se stesso. Sono rimasta affascinata dal suo carattere e dal temperamento libero, considerato dalla società del tempo un controcorrente e un perditempo. In effetti lui desiderava realizzare il suo sogno di diventare un compositore e musicista e rifiutava il futuro che la madre e la famiglia, borghese da sempre, gli avevano già assegnato. Rifiutava le differenze sociali tant’è che si innamorò di una ragazza di umile famiglia e la sposò contro il parere di sua madre. Secondo me lui potrebbe essere un ragazzo di oggi, anche se nato nel 1917.

Perché l’esigenza di raccontare la storia di un tuo concittadino?

L‘idea di parlare di lui mi sarebbe piaciuta anche se non fosse un mio concittadino, però ciò mi ha dato la possibilità di raccogliere le testimonianze della moglie e delle figlie, le quali hanno arricchito di particolari tramandati dalla zia, sorella di Saverio, tutta la storia. Inoltre è giusto mettere in luce i personaggi illustri della nostra città. Lui non lo è ma lo sarebbe diventato. È stato veramente uno scherzo del destino. Le sue canzoni sono ancora depositate alla SIAE a Roma e ogni tanto Pachino lo ricorda con la sua musica, rivista e incisa ad opera di un altro musicista pachinese Carmelo Fidilio.

Come ti sei avvicinata alla scrittura?

Amo la lettura e già da qualche anno mi dedico alla scrittura con i miei ricordi di vita, con le mie poesie e infine con un testo teatrale tratto dal romanzo di Simonetta Agnello Hornet “La mennulara”. Subito dopo aver raccolto pareri positivi sul mio modo di scrivere, mi sono lasciata prendere la mano e adesso quando scrivo mi sento bene.

Questo è il tuo esordio. Hai altre idee nel cassetto?

Sì, è il mio primo libro , ma ho già in testa un’altra storia. Posso solo anticipare che nella mia scrittura ci sarà sempre l’anima siciliana.

Annunci