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Oggi parliamo con Alessandra Carasi, giovane madre siracusana che ha fondato su Facebook il gruppo “Il parto indolore è un diritto…anche a Siracusa”. Grazie alle sue battaglie e affiancata da un alto numero di donne guerriere, il sogno di Alessandra (e di tantissime altre donne) si è avverato.

Ecco che oggi ci racconta il suo percorso.

Alessandra perché hai deciso di iniziare questa battaglia?

Quando sono venuta a conoscenza della mancanza del servizio di parto analgesia presso l’Umberto I di Siracusa ho iniziato ad interessarmi alla causa, poiché penso sia un diritto poter scegliere di non soffrire. Molte donne non riescono a vivere serenamente il parto, proprio perché i dolori del travaglio le distolgono dal vivere con gioia uno dei momenti più belli della loro vita. C’è da dire inoltre che spesso, stremate dal travaglio, le partorienti diventano poco collaborative, e per questo si arriva ad uno stato di sofferenza fetale per cui il personale medico è costretto a ricorrere al cesareo d’urgenza.

Tantissime donne e mamme ti stanno seguendo. Come ti senti?

La creazione del gruppo sul social network può sembrare banale, ma richiede spesso molto tempo. Tante mamme mi contattano in privato per consigli e informazioni e io mi rendo sempre disponibile. La cosa più bella che questa esperienza mi ha regalato sono le nuove amicizie nate.

Te lo aspettavi un risultato simile?

Ci speravo. Non mi sono mai arresa, anche quando mi dicevano che lottavo contro i mulini a vento. Ho lottato fino in fondo ed è stato ovviamente di fondamentale importanza il supporto e l’aiuto delle mamme che fanno parte del gruppo. Vorrei inoltre ringraziare l’onorevole Burtone (PD) e l’onorevole Zito (M5S) che si sono interessati alla causa presentando interrogazioni sia in parlamento che alla regione. Di sicuro il loro supporto è stato fondamentale.

Ti sei mai detta “Chi me lo ha fatto fare”?

Non ti nascondo che ci sono stati momenti di forte stress, ma come dicevo sono stata circondata da persone splendide che mi hanno dato la forza di andare avanti anche nei momenti in cui credevo di non riuscire.

Che risultati avete ottenuto?

La partoanalgesia adesso è una realtà concreta al l’Umberto I di Siracusa e questo grazie al grande impegno costante del gruppo.

Come vi state organizzando per i prossimi mesi?

Al momento il servizio risulta attivo. Ovviamente monitoriamo tutto. Le mamme informano sul gruppo attraverso le loro esperienze e ovviamente se ci dovessero essere delle anomalie siamo pronte ad agire. In ogni caso la battaglia va avanti, poiché c’è ancora da risolvere il problema dell’adeguamento la messa in sicurezza del reparto secondo la normativa vigente. Vorrei ricordare che l’Umberto I di Siracusa è un ospedale di 2 livello e come tale è inaccettabile che vi siano una sola sala travaglio ed una sola sala parto. Speriamo di riuscire ad ottenere anche su questo fronte dei risultati concreti, facendo si che i due milioni di euro stanziati per il reparto non vadano persi.

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