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Oggi parliamo con Antonia Romagnoli, una brava scrittrice di fantasy che ci racconta il suo percorso creativo

Antonia come sei approdata alla scrittura?

La scrittura fa parte di me da sempre, è il mio modo naturale di esprimermi. Da ragazzina è stato il mezzo che mi ha permesso di affrontare la morte di mia madre, da adulta mi ha accompagnato in momenti difficili della vita, diventando uno strumento per affrontare e combattere la depressione.

Dove trovi l’ispirazione?

L’ispirazione arriva da tutto e da niente. A volte nasce osservando la realtà che mi circonda o quando mi perdo nei miei pensieri, stirando o facendo le pulizie. Spesso quelle che scrivo sono le “storie” che mi racconto quando di notte sale l’ansia e il sonno non arriva. A volte mi accorgo di guardare alla vita, tutta, come se dovessi scriverne, come se fossi solo una spettatrice, una narratrice fuori da me stessa. Spesso perdo per la strada quei pensieri, ma se sono abbastanza forti da sopravvivere li ritrovo ad aspettarmi, nascosti fra i tasti del computer, e diventano scrittura.

Perché hai scelto il fantasy?

Dopo la nascita della prima figlia, mi sono ritrovata per una serie di concomitanze a fare la casalinga. Dopo tanti anni dedicati ad altre cose è stato spontaneo riprendere le fila della scrittura, ma avendo poco tempo scelsi di cominciare con racconti brevi di fantascienza. Il fantasy è arrivato dopo, quando mi sono accorta di dover mettere ordine nei pensieri e nella vita: la saga delle Terre è nata così, prendendo spunto dalle ambientazioni create quando ero una ragazzina e dal desiderio di dare un senso alla mia storia personale. Scrivere fantasy è stato tornare a casa.

Il libro di maggior successo?

Il primo libro della saga delle Terre è quello che sicuramente ha avuto più lettori, nella sua prima edizione cartacea. Ora “Il segreto dell’alchimista” è tornato in formato digitale con un nuovo editore, e spero che troverà ancora qualcuno che potrà apprezzarlo.

E quello a cui tieni di più?

Non posso rispondere, sarebbe come cercare un preferito fra i miei figli! Per un verso o per l’altro, sono legata a tutte le mie storie, in tutte ho messo un pezzetto di me. In Slupp, per esempio, sono dentro alla storia con due ruoli diversi, personaggio e narratrice. Nella Terre, che mi hanno impegnata tanti anni, è come se ci fossi vissuta un po’ anch’io. Le fiabe, invece, sono legate alla mia vita di mamma, che mi insegna ogni giorno com’è bello il mondo attraverso lo sguardo magico dei bambini.

Hai altri progetti nel cassetto?

Il cassetto è sempre pieno… c’è un romance storico in dirittura d’arrivo, un altro a cui manca una manciata di capitoli. C’è un progetto sui fantasmi con Fabrizio Valenza. Poi, nella mente, girano tante altre storie: mi piacerebbe scrivere una seconda avventura umoristica ambientata a Slupp, o sviluppare qualche racconto breve dedicato personaggi minori della saga. Un cassetto quasi esplosivo, direi!

Grazie infinite per questa intervista, mi hai fatto ripensare a cose che avevo dimenticato… a com’ero quando ho ripreso a scrivere. Ancora una volta mi ero perduta e nemmeno me ne ero accorta.

E grazie per l’aiuto con i miei libri!

Antonia

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