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Arianna quando hai deciso di iniziare a scrivere?

Ho incominciato a scrivere davvero nel 2012. Era un periodo in cui avevo bisogno di sogni, di passioni che mi dessero stimoli nel mio tempo libero, e poi scoprii la scrittura. Non avevo mai visto la scrittura come una vera passione prima di quell’anno.

Sei giovane e hai già all’attivo due testi? Ci racconti la tua avventura?

Sì, esatto. Scrivo quando ho del tempo libero, e poi … entrambi i libri li ho iniziati a scrivere nel 2012. Precisamente “I passi della vita” (che allora si chiamava il cambiamento) ad aprile, e “Ti amo ancora” (che allora si chiamava Amore in un’estate) a luglio. I passi della vita è nato così, un po’ per caso. Avevo bisogno di parlare di eventi che avevano tracciato la mia adolescenza, e poi, per non renderlo appunto un libro autobiografico, aggiunsi elementi che avevano tracciato la gioventù di conoscenti. Ti amo ancora, invece, è nato da un sogno: una ragazza ogni estate andava nello stesso luogo e cercava una persona. Al mattino quando mi svegliai ero ancora turbata da quel sogno, e qualche giorno dopo decisi di scriverne un libro. Tuttavia tra gli impegni universitari, sociali, e personali, ho impiegato tre anni per finirli entrambi. I passi della vita era già pronto nel 2013, ma dopo averlo concluso ho continuato a rileggerlo e far modifiche perché non ero mai soddisfatta. Alla fine quando decisi che era pronto cercai una casa editrice, ma purtroppo mi risposero solo quelle a pagamento, offrendomi contratti che rifiutai. Quest’anno decisi di pubblicarlo in self con “Youcanprint”. Per quanto riguarda Ti amo ancora, era finito verso la fine del 2014. Però tra revisioni, e ricerca di una casa editrice lo ho pubblicato anche questo in self.

Nei tuoi testi affronti temi difficili e dolorosi, l’abbandono, la violenza sessuale, come ti relazioni con questi temi?

Diciamo che per me sono temi molto importanti. Ci sono persone che subiscono davvero violenze, non solo sessuali, ma anche psicologiche e fisiche. Per quanto possano essere temi trattati e ritrattati, sono temi importanti su cui le persone dovrebbero riflette. Ad esempio nei passi della vita, parlo del tema del bullismo. Molti ragazzi muoiono suicidi a causa di bulli, Però non se ne parla, o non si fa abbastanza per aiutare questi ragazzi. Molte donne come Catia, subiscono violenze dal proprio marito, o dal proprio genitore. Dico donne, ma talvolta le vittime sono anche bambini. Troppi tacciono queste violenze, e troppi non superano quei traumi. Nei libri parlo di personaggi vittoriosi, che sono riusciti a superare questi “dolori” proprio come incoraggiamento per tutti loro.

Ci parli di Catia la protagonista di “Ti amo ancora?

Catia è una ragazza forte, che da bambina è dovuta diventare adulta. Non ha mai conosciuto la madre, e non ha mai avuto l’affetto di un padre, anzi, viene picchiata da questo. Il padre di Catia, dopo la perdita, ha sviluppato dei problemi psicologici, che col tempo sono diventati sempre più gravi. Lei somiglia tantissimo a sua madre, e cerca sempre di tenere testa al padre, ecco perché lui se la prende con lei. Catia è una donna completa, adulta, ed energica. Nonostante la vita le toglie tutto, lei trova sempre la forza di riprendersi. È una vera e propria eroina da imitare!

E invece altri progetti?

Un altro progetto degno di attenzione è la collana di racconti “Una settimana in rosa”. Ha riscosso un discreto successo, e raccoglie tutti i racconti che dal 2012 ad oggi scrissi per vari concorsi letterari (in cui ovviamente ho perso). Non volevo gettare nel cestino del mio pc quei racconti, così ne ho fatto una raccolta. Sette racconti tutti del genere romantico, raccontati in prima persona. Sto finendo un libro, la cui idea era nel mio cassetto da due anni. Si chiamerà “Il mio migliore amico” e narra l’amicizia profonda tra un cane ed un ragazzo. Principali temi in quel libro sono: l’abbandono di questi animali, e la loro fedeltà che hanno per l’uomo. È un libro importante per me perché ho sempre amato gli animali, specie i cani. Sarà però un romanzo breve, a differenza dei primi due, infatti non supererà le 120 pagine. Un altro progetto, appena terminato è il racconto “Dona sangue e salva una vita”. Si tratta di un racconto diviso in capitoli, gratuito, di sole 50 pagine. Il tema principale è la donazione di sangue, e lo scrissi per l’associazione Avis del mio paese, dove faccio volontariato. Dovevamo inviarlo a puntate ai soci, o comunque farne usarlo come promozione della donazione di sangue. Ma siccome il progetto è rimasto in sospeso per un po’, e io odio sprecare un racconto, specie se ci ho messo l’anima per farlo, perciò ho deciso di pubblicarlo gratuitamente in modo da metterlo a disposizione di tutta Italia piuttosto che limitatamente ad un paese.

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