Si fa chiamare come la Sirenetta, è una scrittrice bravissima e una ragazza molto simpatica. Il suo secondo libro è da poco disponibile in tutti gli store e calza a pennello con il clima natalizio e la Lotteria.

Oggi parliamo con Ariel autrice di “AAA cercasi disperatamente lieto fine”

Ariel come mai hai scelto come pseudonimo il nome della Sirenetta figlia del re Tritone del cartone Walt Disney?

Sarà una risposta banale, ma quello della Sirenetta è sempre stato uno dei miei cartoni animati preferiti sin da bambina. Mi piace tutto di quella storia: la trama, l’ambientazione, le musiche e, ovviamente, la caratterizzazione della protagonista. Così, quando ho pensato a un mio ipotetico pseudonimo, mi è venuto in mente il suo nome che, tra l’altro, apprezzo molto anche dal punto di vista fonico.

Ti senti come lei sempre in corsa per un obbiettivo più grande?

Abbastanza, penso che nella vita sia importante porsi degli obiettivi da raggiungere; purtroppo (o per fortuna, a seconda dei casi) non sono una persona che si accontenta molto facilmente, perciò mi piace tentare di raggiungere dei traguardi: magari non ce la farò a conquistarli tutti, ma per lo meno saprò di averci provato.

Ci parli del tuo secondo libro: AAA cercasi disperatamente in lieto fine?

A dir la verità quest’anno non avevo intenzione di cimentarmi in un secondo romanzo, poi una storia ha fatto capolino nella mia mente e non mi ha più abbandonato fino a quando non ho incominciato a scriverla e così è nato “AAA cercasi disperatamente un lieto fine”.

Protagonista è Jennifer, una ragazza insoddisfatta della propria vita che crede (erroneamente) di aver vinto alla lotteria. Questa sua svista la porterà a fare delle scelte molto azzardate, che le si ripercuoteranno contro una volta appresa l’amara verità. Ma la mia protagonista è una ragazza piena di risorse e cercherà di sfruttare le occasioni che le si presenteranno per tentare di rimediare ai pasticci che ha combinato, vivendo delle avventure che la porteranno a crescere e ad acquisire maggior sicurezza in se stessa. Ma la strada per raggiungere il lieto fine è lunga, piena di insidie e di colpi di scena, e proprio per questo consiglio ai miei lettori di non dare nulla per scontato durante la lettura del romanzo.

E se tu vincessi alla lotteria cosa faresti?

Beh, prima di tutto mi sincererei di aver vinto veramente, onde evitare di commettere lo stesso errore della mia protagonista! Poi, una volta appurata la vincita, userei quella cifra per avviarmi un’attività professionale, per aiutare chi è in difficoltà e per visitare alcune capitali europee. Se poi dovesse avanzare qualcosa lo metterei da parte: in campo economico sono una formichina!

Anche Milena, la protagonista del tuo primo libro (Ops c’è un messaggio per te) è sempre in lotta e in corsa contro il destino. Perché questo tema ti è così caro?

Nelle mie storie mi piace tratteggiare dei personaggi che possano crescere all’interno della narrazione grazie all’utilizzo delle loro risorse (anche a costo di mettersi nei guai) e per mostrare le loro qualità devo per forza metterli alla prova con un destino avverso. E poi diciamoci la verità: le persone sfortunate attirano di più le simpatie dei lettori, che magari possono anche riconoscersi nelle loro difficoltà!

Com’è la vita dello scrittore self?

Essere una scrittrice self non vuol dire solo occuparsi di scrivere una storia, ma anche fare editing, creare la copertina, sponsorizzare la propria opera, tenere conto della salita e della discesa delle vendite e sulla base di queste istituire dei giorni promozionali, oltre che scegliere la piattaforma di pubblicazione più adatta. E’ un lavoro a trecentosessanta gradi, che però ora come ora non basta a mantenermi, perciò in questo periodo della mia vita sono disoccupata ma con l’intenzione di cercarmi un lavoro da affiancare a quello di scrittrice. Comunque ho deciso di approfittare di questo periodo denso di tempo libero per continuare a scrivere (ho iniziato da poco la stesura del mio terzo romanzo), per leggere molto e per aprire il mio primo blog, nel quale recensisco le mie letture.

Il tuo sogno è…?

Pubblicare in edizione cartacea almeno uno dei miei romanzi con una casa editrice di alto livello.

Approfitto di questa tua ultima domanda per ringraziarti dell’intervista e per lo spazio concessomi sul tuo blog.

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