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Il cancro oggi è qualcoa di terribilmente normale, quasi tutte le famiglia hanno a che fare con questa malattia ma, quasi nessuno parla di adolescenti e cancro. Forse è troppo doloroso pensare ad un ragazzo di 14 anni malato di tumore, la paura che possa accadere ai nostri figli e troppo grande e così, spesso, tendiamo ad accantonare l’argomento, fin quando questo non ci tocca in prima persona. Ecco però che l’associazione “Adolescenti e cancro”, insieme alla presidentessa Maricla Pannocchia hanno realizzato un progetto importantissimo. Ecc quello che ci ha detto

Maricla, ci racconti della tua associazione?

L’associazione di volontariato da me fondata si chiama Adolescenti e cancro e offre supporto sociale e occasioni di confronto fra coetanei dirette ad adolescenti e giovani adulti (13 – 24 anni) da tutta Italia che hanno o hanno avuto il cancro. Offriamo supporto on-line, giornate di svago nelle zone in cui abbiamo gruppetti di ragazzi, gite e mini-vacanze in Toscana, esperienze all’estero e altre iniziative volte a far sì che nessun ragazzo debba più affrontare il cancro da solo. Tutte le nostre iniziative sono gratuite.

Perché hai deciso d’impegnati in questo progetto?

Come dico sempre, non l’ho deciso, direi che è stato un segno del destino. Come sai, sono una scrittrice e a maggio 2014 ho autopubblicato il mio secondo romanzo, “Fino all’ultimo respiro”, che racconta la storia d’amicizia fra due adolescenti scozzesi, di cui una malata di leucemia. L’idea per il romanzo mi è venuta in maniera spontanea e improvvisa; come faccio sempre quando scrivo, mi sono documentata riguardo al tema del romanzo e così ho svolto delle ricerche non solo sulla leucemia ma anche e soprattutto su che cosa vuol dire essere un adolescente e ricevere una diagnosi di tumore. Ho letto tante storie di ragazzi (e famigliari e amici), ho visto tanti loro video e sono rimasta colpita dalla loro forza, dal loro altruismo. Su Internet mi sono imbattuta nei siti di diverse associazioni straniere che si dedicano proprio agli adolescenti e ai giovani adulti che hanno o hanno avuto il cancro, mentre in Italia non c’e’ molto supporto sociale dedicato esclusivamente a questi ragazzi, che spesso si ritrovano inglobati con i bambini o con i pazienti adulti, così ho deciso di provare a fare qualcosa per offrire ai ragazzi un punto d’incontro, virtuale ma non solo, in cui conoscere altri amici vicini d’età in situazioni simili, che possano capirli appieno, per cercare di eliminare il senso d’isolamento.

Diamo un po’ di dati. Quanti sono i ragazzi adolescenti in Italia malati di cancro?

Ogni anno in Italia si ammalano di tumore circa 800 adolescenti (15 – 19 anni) e 1000/2000 giovani adulti, a seconda del limite superiore di età che si vuole prendere in considerazione.

La fiction Braccialetti rossi rispecchia questa realtà?

Ammetto che non ho seguito la fiction “Braccialetti rossi”, ho solo visto qualche video su Youtube, quindi non saprei dare una risposta.

Il libro racconta storie vere ed è disponibile gratuitamente per far conoscere questa realtà. Come mai parlare di cancro e adolescenza è così difficile?E’ qualcosa che fa paura, che fa male?

Sicuramente è qualcosa che fa paura e che fa male, qualcosa che molta gente preferisce ignorare, fingere che non esista nella mera illusione che, se non ci pensi, il cancro non possa colpire te o i tuoi cari. Purtroppo sappiamo benissimo che non è così. Il cancro esiste. Il cancro nell’adolescenza esiste e per fortuna negli ultimi anni anche in Italia si stanno smuovendo le cose in quest’ambito, anche se la strada da fare è ancora molto lunga. Il primo passo importante sta sicuramente nella sensibilizzazione della popolazione, dei ragazzi in primis. Spesso l’adolescente, a differenza del bambino, non si rivolge al genitore quando non sta bene, tiene le cose per sé; gli adolescenti si pensano immortali, non gli passa neanche per l’anticamera del cervello che possano ammalarsi di tumore. Allo stesso tempo, c’e’ scarsissima formazione al riguardo dedicata ai medici di base che, di fronte a un adolescente che accusa determinati sintomi, spesso non pensa al cancro ma ad altre malattie o disturbi di poco conto che hanno gli stessi sintomi o ancora so di ragazzi i cui medici di base hanno detto che i sintomi erano frutto della loro immaginazione o ancora che le continue visite erano solo un modo per saltare la scuola.
Gli adolescenti vanno presi sul serio e dobbiamo fornire loro le conoscenze necessarie per essere presi sul serio; la diffusione dei principali sintomi del cancro nell’adolescenza, ma anche un incoraggiamento a rivolgersi al medico di base senza vergogna e a controllare regolarmente il proprio corpo. Come associazione stiamo avviando un programma d’incontri con gli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori della provincia di Livorno, dove abbiamo sede, per avvicinarli alla tematica anche grazie a un video realizzato da una delle nostre ragazze, adesso in remissione dopo un tumore, che racconta agli studenti la sua esperienza con la malattia. E’ importante quindi che, nonostante quando si parla di oncologia pediatrica generalmente vediamo pubblicità e testimonianze di bambini, la gente sappia e ricordi che, anche se tutto sommato si tratta di casi rari, anche gli adolescenti possono ammalarsi di cancro.

Visita il nostro sito Internet:
http://www.adolescentiecancro.org

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