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Fu rappresentato per la prima volta nel febbraio del 1922, “L’uomo dal fiore in bocca”, uno dei testi più famosi di Luigi Pirandello; proprio dalla metafora pirandelliana parte l’idea di Sabrina Gonzatto che ha ideato, in esclusiva per il Festival Nazionale Luigi Pirandello, un incontro dove vengono messe a confronto le esperienze di medici, esperti e pazienti intorno ad un tema che caratterizza la vita di ogni essere umano: il dolore. Come si comunica la sofferenza del corpo e dell’anima? Come la si ascolta? Come la si supera?

In una società dove da un lato la quantità prevarica sulla qualità dei rapporti, dove il contatto umano viene delegato sempre più spesso ad un messaggio elettronico; dall’altro si avverte l’esigenza di dare un significato ai fatti della vita che appaiono più spiacevoli: una malattia, un lutto, un disagio esistenziale.

L’universo artistico in tutte le sue molteplici sfaccettature è ricco di esempi legati alla sofferenza e nell’articolato programma dell’incontro, sono previsti contributi video – come l’istallazione poetica di Ermanno Olmi dedicata al Cristo morente di Mantegna; alcuni spezzoni tratti dal film “Un medico, un uomo” con William Hurt; contributi musicali interpretati dal maestro Diego Mingolla che eseguirà brani tratti da Beethowen; ed infine sarà Riccardo Forte, l’attore che darà voce all’Uomo dal Fiore in Bocca.

Un corollario di grande valore artistico circonderà un altrettanto corollario di voci autorevoli: i medici Marco Calgaro, chirurgo oncologo e il dr Roberto Prota, direttore SC Pneumologia, entrambi presso l’Ospedale Mauriziano di Torino; la prof.ssa Ilaria Zuanazzi, docente di diritto canonico ed ecclesiastico dipartimento di giurisprudenza Università di Torino; la dott.ssa Cinzia Pecchio, presidente della consulta femminile regionale. E poi due pazienti a raccontare la loro esperienza nell’universo della malattia: Maurizio Braccialarghe, già assessore alla cultura della città di Torino e Sabrina Gonzatto che condurrà l’incontro.

L’incontro non ha alcuna pretesa terapeutica; è semplicemente un confronto tra due universi opposti ma al tempo stesso intercambiabili: chi cura e chi viene curato perché il dolore – fortunatamente -passa ma il ricordo di aver sofferto non passa mai e quindi cosa fare per alleviare e superare quel momento traumatico?

 

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