Oggi parliamo di un tema importante con l’autrice di un romanzo difficile da dimenticare, un romanzo che parla di malattie, ma parla anche di amore, di speranza.

Le malattie fanno parte della vita ma, quando a soffrire è un giovane ecco che tutto si amplifica.

Ecco Maricla.

Maricla dal self alla casa editrice. Il passo è stato difficile?

No, non molto. Ho avuto una bellissima esperienza di self-publishing ma penso che con il supporto di una casa editrice il romanzo possa raggiungere piu’ lettori. Nel mio caso, ad esempio, in questa nuova edizione il romanzo sara’ disponibile sia in e-book sia in cartaceo, mentre con il self-publishing lo avevo messo disponibile solo in e-book. La casa editrice ha fatto un ottimo lavoro di revisione, sempre tenendo conto del mio punto di vista, e lo stesso vale per la grafica di copertina. Essa partecipa inoltre a diverse fiere del settore, e infatti l’anteprima del mio romanzo sara’ all’interno della fiera Firenze Libro Aperto alla Fortezza Da Basso di Firenze, un’esperienza che non avrei potuto fare senza il supporto di una casa editrice.

Il tuo romanzo è un grosso impegno per i ragazzi malati, cosa ci racconti?

Sono consapevole del fatto che il romanzo puo’ essere visto anche come un modo per dar voce a questi ragazzi ed e’ una responsabilita’ che non ho mai preso alla leggera. Nella primissima edizione del romanzo, questo era narrato solo da Allyson, “la ragazza sana”, proprio perche’ non me la sentivo di scrivere in prima persona di un’adolescente malata di cancro. Non sono mai stata malata di cancro. Non avevo mai conosciuto delle persone giovani malate di cancro. Quindi, la malattia di Coleen veniva vista solo attraverso gli occhi di Allyson. Da quell’edizione a quella che uscira’ domani, ci sono stati vari cambiamenti e riscritture, e a un certo punto ho sentito di poter dare voce anche a Coleen, affidandole dei capitoli perche’ potesse raccontare in prima persona la sua esperienza con la malattia. Questo perche’ sono entrata in contatto con i ragazzi supportati dalla mia Associazione di volontariato, Adolescenti e cancro, e sono “entrata sempre piu’ dentro” al mondo dei ragazzi pazienti oncologici. Come ho scritto nelle note, non sono un medico e nonostante abbia svolto delle ricerche per rendere il piu’ verosimile possibile la situazione medica di Coleen, probabilmente ci sono degli errori; mi sono concentrata pero’ sul rappresentare Coleen perche’ non venga percepita solo come una “guerriera”, termine con cui spesso le persone si riferiscono ai malati di cancro. Come i ragazzi che conosco, Coleen ha forza da vendere, il sorriso sul volto, accetta le sfide perche’ sa di non avere vere alternative e deve combatterle per forza, ma ha anche dei momenti “no”, giornate in cui chiude tutti fuori, pensieri negativi, si sente tradita dal suo corpo e affronta tutte le “tappe obbligatorie” quali ricevere la diagnosi, assorbirla e capire veramente di avere un cancro, la caduta dei capelli, i cambiamenti nelle relazioni con gli altri, i cambiamenti a livello fisico e psicologico, il rendersi conto, per la prima volta nella sua vita, che puo’ veramente morire e via dicendo… ho scritto questo libro con umilta’, e il fatto che diversi ragazzi della mia Associazione lo abbiano letto nelle fasi precedenti a questa nuova edizione, e lo abbiano apprezzato, mi fa sicuramente piacere. Se il romanzo aiutera’ anche solo una persona a chiedersi che cosa significa davvero essere un adolescente con il cancro, ben venga.

Come mai il titolo è cambiato?

La casa editrice mi ha chiesto di cambiare il titolo. All’inizio ero un po’ a corto d’idee. Nella prima versione il romanzo s’intitolava “Fino all’ultimo respiro” e ormai lo avevo in mente cosi’, poi mi sono messa a tirar fuori titoli e alla fine io e Francesca della casa editrice abbiamo deciso per “Le cose che ancora non sai”. Questo titolo per me significa molto e credo che racchiuda bene il senso del romanzo: i personaggi cambiano moltissimo dalla prima all’ultima pagina, e spero che succeda lo stesso anche ai lettori. Spero che il romanzo, specialmente attraverso il pesonaggio di Coleen, aiuti i lettori a soffermarsi a pensare a cose cui magari non pensiamo tanto spesso, presi come siamo dalle nostre vite quotidiane. Ci sono tante cose che ancora non sappiamo, e grazie a diversi ragazzi che hanno vissuto importanti esperienze di crescita, come appunto una malattia oncologica, io ne ho imparate alcune. Ma non penso che sia finita qui. Durante la revisione, rileggendo il testo, mi sono anche accorta che il titolo puo’ avere un altro significato: Allyson, la “ragazza sana”, vorrebbe dire alla sua amica Coleen tutte le cose che questa non sa, ovvero quello che le ha insegnato, come ha stravolto la sua vita, rendendola una persona completamente diversa da quella che era prima di entrare in quella camera d’ospedale.

I personaggi sono gli stessi?

Si. Il romanzo e’ raccontato a due voci dalle due protagoniste, Coleen e Allyson, due sedicenni di Glasgow. I capitoli s’intervallano e questo ci permette di seguire il filone della storia dal punto di vista di entrambe. Oltre alle ragazze, altri personaggi importanti sono i genitori di Coleen, il fratello maggiore di Allyson e, in maniera minore, i genitori di Allyson e tutta una serie di personaggi quali i compagni di scuola, i professori, i medici e le infermiere… e’ importante ricordare, infatti, che quando una persona riceve una diagnosi di cancro, questa non colpisce solamente colui che ha ricevuto la diagnosi ma anche tutti quelli che gli stanno intorno. Questo e’ ancora piu’ vero nel caso di un bambino o un ragazzo. Coleen ha sedici anni, e quando le diagnosticano la leucemia questo porta dei grandi cambiamenti anche nelle vite dei suoi genitori e di tutte le persone che fanno parte del suo mondo.

Hai anche creato una grande associazione. Come procedono le cose?

Be’, grazie per il “grande” In realta’ l’Associazione e’ ancora piuttosto giovane, ed e’ stata proprio la prima versione di “Le cose che ancora non sai” a darmi l’ispirazione per fondarla. Era il 2014 e, svolgendo le ricerche per il romanzo, mi sono resa conto che in Italia non c’era molto supporto dedicato esclusivamente agli adolescenti e ai giovani adulti con tumore. Da allora sono gia’ stati fatti dei passi in avanti, ma c’e’ ancora molta strada da fare. Durante la prima stesura del romanzo non conoscevo nessun ragazzo che fosse stato malato, allora ho guardato tantissimi video di giovani stranieri, alcuni guariti e altri ancora in cura per un tumore. In quei video ho trovato paura, tristezza, dolore (fisico e non solo), lacrime, parole come “morte” ma soprattutto vi ho trovato forza, resilienza e voglia di vivere. Mi sono detta: “Mentre io me ne sto qui a lamentarmi di niente, questi ragazzi affrontano al loro meglio una prova cosi’ grande”. E ho sentito il bisogno di fare qualcosa per loro. Non essendo un medico o un’infermiera, non potendo quindi agire in ambito medico, ho deciso di fondare un progetto che permettesse ai ragazzi da tutta Italia di entrare in contatto con altri giovani in situazioni simili, per annullare o comunque diminuire il senso d’isolamento. Il progetto Adolescenti e cancro e’ stato lanciato a settembre 2014 e siamo diventati Associazione di volontariato ad aprile 2016. Ora offriamo due gruppi chiusi di supporto on-line, gite di piu’ giorni in Toscana come la Summer Holiday o il Winter Break, giornate di svago, gite in barca, partecipazione a eventi di sensibilizzazione e iniziative internazionali nonche’ la possibilita’, per i ragazzi che lo desiderano, di far sentire la propria voce raccontandosi tramite storie scritte o partecipando con dei video al nostro Teens Video Project. Direi quindi che le cose procedono bene, dall’inizio a ora sono successe diverse cose, ho conosciuto ragazzi fantastici, che mi hanno insegnato molto. Ho anche perso diversi ragazzi, che purtroppo non sono guariti dalla malattia. M’impegno ogni giorno per far crescere sempre di piu’ l’Associazione, e chiunque abbia voglia di dare una mano puo’ contattarmi sulla pagina Facebook dell’Associazione o all’indirizzo e-mail adolescentiecancro@yahoo.it per saperne di piu’. Lascio anche tutti i link utili:

http://www.adolescentieacancro.org

www.facebook.com/adolescentiecancro

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