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emma fenu

 

Tra poco sarà Pasqua, al cinema è già uscito un film che racconta la Passione e la storia di Cristo raccontando la vita e la vicinanza di Maria Maddalena con Gesù.

Da sempre la figura della Maddalena è controversa, amata e odiata, ripudiata e riaccolta, continua ad essere una delle donne delle sacre scritture che creano sempre un certo dibattitto.

La penna superlativa di Emma Fenu, prorpio su Maria Maddalena ha scritto un saggio (Milena edizioni), che sarà disponibile alla fine di marzo dal titolo “Nero rosso di donna. L’ambiguità della femminilità“.

SINOSSI: Maria Maddalena è senza dubbio una figura storica ma, da due millenni, ci sfugge una sua identificazione precisa: la circonda un alone di mistero, di proibito e di ambiguo, che le conferisce un fascino inquietante e irresistibile. La Santa è un enigma arcaico e, al contempo, sempre nuovo. Il saggio è incentrato sull’analisi, nel lasso temporale che intercorre fra Medioevo e Rinascimento, del nascere e dello svilupparsi del mito di Maria Maddalena, del diffondersi capillare della sua devozione e del conseguente riflesso sulle arti figurative. L’autrice si sofferma sugli attributi iconografici, la lunga chioma e la veste rossa in primis, che caratterizzano la figura della Santa: espressione delle paure inconsce degli uomini, impegnati nel tentativo di risolvere l’enigma del femminile attraverso il ricorso a stereotipi sessisti. Ogni epoca ha una sua lettura interpretativa di Maria Maddalena, ossia della Donna-Dea.

Tematiche cari alla scrittrice sempre attenta all’universo femminile nelle sue connotazioni più diverse, arcvaiche  e profonde, sempre pronta ad analizzare il passato guardando al fututo.

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