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Ho avuto il piacere di leggere in anteprima il nuovo libro di Corinne Savarese.

Come molti di voi sanno è tra le mie autrici preferite, le sue commedie sono ancora ai vertici delle classifiche di Amazon. Da “Cara cognata ti odio” a “Finchè suocera non ci separi” e molte altre ancora.

Quando mi è stato proposto di leggere il suo nuovo romanzo mi è stata fatta una sorta di avvertenza, mi è stato detto: E’ diverso dal solito. La cosa non mi ha colpito più di tanto, credo che gli autori possano spaziare in vari ambiti così come accade nella vita di tutti i giorni.

Questo nuovi libro “La libreria dei piccoli segreti” è effettivamente diverso dagli altri della Savarese ma non per questo meno bello, anzi, rispetto alle commedie mi è sembrato più maturo, corposo e per certi versi introspettivo.

SINOSSI: Aurora ha un dono speciale: riesce a leggere nell’anima delle persone. Può scorgere il loro cuore, le loro gioie e le loro sofferenze, può avvertirle, sentirle sulla sua pelle. Dalla sua libreria per bambini in un antico borgo marchigiano, vede le esistenze degli altri andare avanti, mentre la propria è rimasta ferma in un punto ben preciso, a quel maledetto giorno di due anni prima quando la vita le ha mostrato tutta la sua drammatica labilità… Da allora, più che vivere Aurora si nutre di storie, di quelle raccontate attraverso le parole e talvolta i silenzi da amici e clienti – genitori assenti o troppo esigenti, figli ribelli o troppo accondiscendenti, e di quelle racchiuse nei libri che riempiono gli scaffali del suo negozio. Ed è proprio grazie alle favole, intessute, come i sogni, di simboli e metafore capaci di toccare le corde più profonde dell’Io, che Aurora affronterà il suo doloroso passato, capirà il disegno che la vita ha in serbo per lei e deciderà di abbracciarlo: usare la sua empatia per arrivare alle anime dei lettori, per lenire le loro e le proprie ferite. Il destino di Aurora è essere una portatrice di messaggi, e lei intende compierlo attraverso le fiabe…

Aurora, protagonista del romanzo ambientato a Fabriano, città che l’autrice conosce regalandoci anche un po’ di storia locale, secondo me non è l’unica protagonista. Credo tranquillamente che si possa parlare di un romanzo “corale” lei è la donna che si muove all’interno della pagine ma non è sempre quella che fa il primo passo. Accanto a lei ci sono figure di riferiemnto molto forti, come Damiana che sembra essere l’io di prima di Aurora, la donna di due anni prima. L’Aurora ancora non svoutata dalla vita, l’Aurora della vecchia vita dove, se vogliamo, possiamo risocntrare cenni in comune con i romanzi precedenti dell’autrice.

Senza spoilerarvi nulla vi dico che tutto il romanzo è pervaso da una nota di malinconia che però non deve essere letta come un sentimento negativo ma, al contrario, come la forza motrice di Aurora che dal suo passato (triste, questo ve lo dico, preparate i fazzoletti) riesce anche grazie alle storie di chi ha vicino, a trovare la forza per una nuova vita.

Sì, è un romanzo diverso da quelli che l’autrice scrive di solito, sì, non è un romanzo da leggere velocemente sotto l’ombrellone. E’ un romanzo che ti fa compagnia giorno dopo giorno e quando è finito ti fa sentire Aurora vicina come una grande amica alla quale confidare i tuoi segreti.

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