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Oggi vi parlo del romanzo fantasy di Fabio Rinaldi dal titolo L’ascesa dell’aristocrazia vampirica.

Non conoscevo l’autore, quando il testo mi è stato proposto ho accettato di leggerlo soprattuto per curiosità.

Da un lato la voglia di leggere un autore nuovo, dall’altro la spernaza che un fantasy diverso dal solito riuscisse a catturare la mia attenzione.

Bene, ci è riuscito.

Il testo, di quasi 400 pagine non stanca, e sì, capisco che la mole di pagine potrebbe scoraggiare a inizare la lettura o che possiate pensare che in quel mare di parole ci saranno mille ripetizioni o modi per allungare la storia ma non è così.

SINOSSI: Il mondo di Oblivion era popolato da molte razze: Umani, Pelleverde, Nani, Incivili ed Elfi, tutte in lotta per la sopravvivenza. Ma una nuova minaccia incombeva imperiosa, oscura e diabolica. Marius von Haeseler, detto l’Incauto, barone a capo della città di Mesto Rifugio, viene presto soppiantato dal vincitore del torneo da lui organizzato: Ilnur Volkov, vampiro. Il suo nuovo regno “forniva la possibilità di vivere, se si fossero rispettate le sue leggi, e se ognuno non si fosse intromesso in affari che non gli riguardassero. E così l’aristocrazia vampirica ne uscì rafforzata, pronta a costruire le basi verso future mire espansionistiche”. Battaglie cruente, terrore e devastazione, le città pian piano caddero in mano ai vampiri. Ilnur vinceva sempre.

Nel romanzo sono ben delinate le varie fazioni che rappresentano la battaglia ma, cosa molto diversa dal solito dai vari fantasy che ho letto, è che questa volta non è il bene a dover vincere per forza. Senza svelare il finale e senza aggiungere particolari che possano raccontate troppo, credo che l’autore, tramite i protagonisti del tutto immaginari del romanzo, abbia voluto raccontarci i giorni nostri scendendo nei particolari. L’arrivismo, la voglia di comandare, l’odio, i tradimenti (anche di sangue) sono tutte tematiche che ci toccano da vicino e che, inserite in un romanzo fantasy, lasciano a bocca aperta.