La guerra di Piera

La guerra di Piera è il sesto lavoro (il terzo pubblicato con la casa editrice Lazy Book) ad ottobre del 2015. La storia di Piera segue in linea temporale quella di Sicilia, le due donne potrebbero essere sorelle.

L’ebook è acquistabile ai seguenti link

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https://store.kobobooks.com/it-it/ebook/la-guerra-di-piera

 

 

COME NASCE IL LIBRO

NOTA DELL’EDITORE: La guerra di Piera è il terzo racconto che Silvestra Sorbera pubblica con Lazy Book, dopo Vita da Sfollati e Sicilia. Presto li raccoglieremo insieme, perché leggendo le storie delle sue protagoniste, il lettore ritrova la storia sì della Sicilia, ma anche dell’Italia e di una mentalità tutta italiana, fatta a volte di pensieri troppo antichi, di limiti alla libertà femminile, ma anche di passione, di voglia di rompere le catene. In attesa di pubblicare le storie di un’altra eroina nata dalla penna della Sorbera, il commissario Livia, vi lasciamo in compagnia di un altro “quadretto” e di una storia d’amore delicata.

SINOSSI: Piera è una donna ormai in fin di vita, i suoi ultimi giorni li trascorre nel dolore invocando l’eutanasia per un fine vita dignitoso:

DAL LIBRO: «Mi scusi Suor Concetta ma se il suo cane è malato, malato terminale, lei che fa? Non lo porta dal veterinario che, per farlo soffrire di meno, decide di ucciderlo, magari con una bella puntura letale, come la chiamano? Ah si, la morte dolce. E, quel cane, non è per caso una creatura di Dio, come me, come lei, come tutti questi uomini e queste donne in quest’ospedale? Cosa ho io di diverso da quel cane?»

«Piera, ascoltami – intervenne Suor Concetta seduta sulla sediolina di plastica bianca accanto al letto di Piera – queste parole sono peccato»

«E perché non è peccato vivere così? Io non vivo più, ormai neanche la morfina riesce a darmi sollievo. Voglio morire, se avessi le forze mi ucciderei da sola ma non riesco neanche ad alzarmi per andare in bagno, se non ci fosse quella santa donna di Alina morirei anche di fame»

«Il suicido è peccato, l’eutanasia è peccato. Andrai all’inferno»

«Suor Concetta, ho fatto tanti di quei peccati in vita mia che gli architetti dell’inferno hanno già costruito un girone tutto per me»).

Piera racconta la sua vita a Suor Concetta e le racconta del suo unico grande amore, Lino, un medico di origine siracusane di cui è stata l’amate per tutta la vita, una vita sempre in guerra che l’ha vista sola, abbandonata da tutti, persino dal suo stesso sangue:

DAL LIBRO: Di guerre nella mia vita ne ho fatte tante e le ho perse tutte. Ho affrontato operazioni e chemioterapie, tutto da sola. Adesso voglio vincere, non voglio aspettare di ridurmi in una larva umana, urlare di dolore e aspettare la morte. Ho già aspettato la vita e mi è bastato, adesso voglio mettere il punto finale, decisivo, a questo mio percorso fatto di alti a bassi, di felicità effimere, rubate. Lino non mi pensa più e forse è meglio così. In fin dei conti, cosa posso dargli adesso, solo dolore e nelle nostre vite ne abbiamo già avuto tanto.”

DICONO I LETTORI

Questa giovane autrice riesce sempre a conquistarmi con le storie che hanno per protagoniste donne del sud, in epoche non troppo lontane da noi ma che ci appaiono ben diverse dal nostro presente. Sono donne che vivono il loro tempo, in un ambiente che ne limita la libertà personale e dove la condizione femminile è ancora costretta a seguire dei binari ben codificati. Ma la straordinarietà di queste eroine, che davvero eroine sono, sta nel loro coraggio e nella loro determinazione a voler uscire dagli schemi dettati dalla famiglia e dall’ambiente, a voler imporre il loro diritto all’autodeterminazione, a ricercare ad ogni costo la felicità, sia pure rischiando quello che è ritenuto della massima importanza per una donna: la rispettabilità, la reputazione.
E’ il caso di Piera che vive una storia d’amore “indecente” poiché è l’amante di un uomo sposato, ma il suo amore, la sua passione sono tanto forti da indurla a combattere una “guerra” contro tutto e contro tutti. Una guerra che durerà tutta la vita, una scelta coraggiosa di cui non si pentirà mai: nemmeno sul letto di morte Piera mostra dei rimpianti, come il lettore si aspetterebbe.
Piera è una ragazza moderna per l’epoca in cui vive, ha studiato e, prima di conoscere Lino, aveva idee diverse, voleva emanciparsi e conquistare quella libertà che alle ragazze del suo tempo era spesso negata. L’amore pare cambiarla, la lega con i suoi lacci invisibili e la costringe a rinunciare, almeno all’apparenza, alle sue convinzioni. E tuttavia, proprio nell’assecondare questo sentimento profondo, devastante, e proibito, Piera afferma il proprio diritto alla libera scelta. Una scelta che non rinnegherà mai, una scelta che le ha fatto trovare, nonostante tutto, quella felicità che ogni donna sogna per se stessa, una felicità che, vista da fuori, potrebbe non essere tale, ma che, invece, le ha riempito la vita rendendola degna di essere vissuta.
Una bella storia d’amore e di coraggio che mi è davvero piaciuta. Ho apprezzato molto anche l’ambientazione: conosco poco la Sicilia, ci sono stata giusto un paio di volte come turista, ma trovo che sia una regione straordinaria, con delle tradizioni popolari uniche, davvero particolari e che si tramandano immutate da secoli, alle quali i Siciliani sono molto legati. Così ho gustato alcune interessanti descrizioni delle feste popolari di Catania e Siracusa, mi sono arrivati i colori, i profumi, la confusione della folla, lo stato d’animo di chi vi partecipa in bilico tra misticismo e superstizione, e che affida al santo di turno le proprie speranze. Uno spaccato di vita intenso, realistico e affascinante.
Brava Silvestra! Anche il titolo del racconto è proprio azzeccato!”

Tutti noi abbiamo vissuto, in prima persona, o per racconti di prima mano, una storia d’amore impossibile come quella di Piera. L’abbiamo chiamata errore, follia, autodistruzione, masochismo, amore tossico eccetera. Piera ci dà invece il suo personale giudizio sulla vita che ha dedicato a un amore del genere: ne è felice, anche se è ben consapevole del costo che ha dovuto pagare. Un’ottica diversa, commovente, narrata con delicatezza ed empatia, un sentimento fatto di enormi sacrifici, eppure ripagato appieno da una felicità così totalizzante e appagante da non lasciarsi dietro alcun rimpianto. Bello aver letto questa storia (chissà se è in qualche modo riconducibile a un personaggio vero…), complimenti all’autrice per il suo stile pulito ed emozionante, e per la scelta dell’insolita copertina, che da subito mi ha intrigato e convinto a leggere il racconto.”

INTORNO AL LIBRO

http://www.nuovepagine.it/2015/12/la-guerra-di-piera-silvestra-sorbera/

http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2015/10/la-guerra-di-piera-il-nuovo-libro-di-silvestra-sorbera-00615685.html

http://peccati-di-penna.blogspot.it/2015/11/intervista-silvestra-sorbera-la-guerra-di-piera.html

http://www.liberovolo.it/2015/11/09/la-guerra-di-piera-di-silvestra-sorbera/

http://chicchidipensieri.blogspot.it/2015/11/segnalazione-e-recensione-la-guerra-di.html

https://letteraturalfemminile.wordpress.com/2015/11/14/la-guerra-di-piera-di-silvestra-sorbera-recensione-di-lisa-molaro/