Vacanze in amore: il nuovo libro di Tiziana Cazziero

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Vacanze in amore Commedia di Tiziana Cazziero
Scheda
Titolo: Vacanze in Amore
Autrice: Tiziana Cazziero
Genere: commedia romantica
Formato: ebook
Formato: cartaceo
KINDLEUNLIMITED
Prezzo:€2,99
SINOSSI
Milano in pieno agosto.
Cosa può succedere quando una rossa esplosiva si mette tra due amici?
Mattia è spregiudicato, intraprendente, sempre pronto a mettersi nei guai.​
Alessandro è pacato, calmo, sicuro della sua vita, fino a quando per uno
strano scherzo architettato dai suoi amici, entra nel negozio dove
lavora la bella Elena avvolta da una chioma rossa intrigante.
Deve vincere una scommessa, ci riuscirà?
Elena in un momento di difficoltà ha accettato una proposta di lavoro che non
la entusiasta: è la commessa del Maddy’s Sexy Shop.
Rosemary è l’amica che tutti vorremmo, la ragazza con la soluzione a ogni
problema. Lei è esuberante, eccentrica, curiosa e, ricca.
Due uomini, due donne, un fratello sparito nel nulla, un matrimonio mancato e una questione da risolvere.
Il tutto condito con una vacanza in un Resort stupendo della Sicilia, dove tra stelle, sole, mare e spiaggia, si vivono momenti di passione. Tutto sembra andare per il meglio, ma una bugia mette tutto in discussione.
Momenti equivoci, battute esilaranti, risate e amore sono garantiti.
Buon divertimento.

Nadia Dicursi ci presenta la sua nuova opera in anteprima

Ho avuto il piacere di leggere in anteprima il nuovo libro di Nadia Dicursi dal titolo “Vita morte e miracoli”.

Ecco che in questa intervista lei vi racconta un po’ del nuovo lavoro.

Nadia sei al tuo secondo lavoro letterario. Di cosa parla?

Ciao, Silvestra. Questa mia seconda opera parla sostanzialmente della vita, anche se il titolo si diffonde in un’altra eco e quindi di morte e di miracoli. Miracoli intessi beffardamenre dal mio punto di vista

Vita morte e miracoli. Tre racconti tre vite. È stato impegnativo?

La storia in cui emerge la vita è un’esperienza d’amore, un amore non concretizzato, l’attimo prima in cui finisce, quindi la vita intesa come energia,come quando amiamo, anche se poi il dolore, la sofferenza, il distacco, non sono completamente banditi, perchè sono elementi di vita.

Nel tuo racconto ritorna la figura di zia Giulia. Come mai questa scelta?

Giulia, è stata una persona che ha significato moltissimo nella mia vita. Quasi il centro attraverso il quale si è mossa la mia vita e forse anche il mio temperamento, si è formato grazie alla sua presenza nei mie anni. Si può dire che abbia deciso che Vita morte e miracoli sia nato proprio per dedicare a lei quelle pagine

Quando le tradizioni e la cultura napoletana hanno contribuito nella tua formazione letteraria?

Anche il mio primo libro: Quando il sole si prendeva sui terrazzi è intriso di napoletanità. Ho descritto luoghi e persone pine di Napoli fino al cuore, nell’anima. Ho iniziato da loro perchè raccontare “se stessi” è il primo passo per rompere il ghiaccio. Lo considero un esame da affrontare per poi andare oltre, almeno, un pò più oltre

Hai già pensato al prossimo lavoro?

Contemporaneamente a quest’opera, o forse prima, l’estate scorsa, ho scritto altre cose che poi ho messo insieme o separate, e ognuna di loro potrebbe prendere la sua strada. Vedremo come comporre il mosaico

Per non dimenticare

“Perche’ Giovanni , sapendo del rischio che correva non fuggiva da Palermo? perche’ Francesca e’ stata sempre vicino al suo uomo, perche’ i ragazzi della scorta non si ribellavano e dicevano no alla tutela di Giovanni ? la RISPOSTA E’ “PER AMORE ” E noi abbiamo un grande debito e lo dobbiamo pagare GIOIOSAMENTE “. Sono le Parole di Paolo Borsellino pronunciate per Giovanni Falcone e noi le vogliamo risentire nel cuore per pagare ancora un “debito “Gioiosamente. Proprio perche’ cio’ avvenga Venerdi 22 Maggio 2020 alle ore 10,15 ci troveremo ( nel rispetto di tutte le misure di sicurezza ) davanti la sede di Presidenza del Parlamento della Legalita’ Internazionale a Monreale (Via Venero N.30) per commemorare le vittime della strage di Capaci – Giovanni, Francesca. Vito, Rocco , Antonino- e deporre una corona di fiori ai piedi del Monumento dei Caduti che si trova proprio davanti la sede del nostro movimento e poi recarci nella Chiesa adiacente per una preghiera a “Maria Stella del Mattino” e omaggio floreale. Hanno gia’ dato conferma della loro presenza e partecipazione : Il Generale di Corpo D’Armata Carmine Lopez . Generale Interregionale dell’Italia Sud / Occidentale della Guardia di Finanza e Presidente Onorario del Parlamento della Legalita’ Internazionale; il Generale di Divisone Maurizio Angelo Scardino, Comando Militare Esercito Sicilia, il Colonnello Franco Culeddu , Comandante del 46esimo Reggimento Trasmissioni Palermo, il Dirigente della Polizia Penitenziaria Francesco Cerami, Comandante Reparto IPM di Palermo, Mons. Michele Pennisi Arcivescovo di Monreale e Guida Spirituale del Parlamento della Legalita’ Internazionale . Sono attese conferme di altre personalita’ del mondo Istituzionale, Ecclesiale e del Volontariato. “Sara’ un momento di commemorazione silenzioso e ricco di impegno a favore di una cultura di vita -dice Nicolo’ Mannino-, (presidente del movimento che ha visto come suo primo presidente onorario il giudice e coordinatore del Pool Antimafia Antonino Caponnetto). Siamo chiamati tutti a dare il nostro contributo affinche Verita’ e Giustizia brillino nel nostro Paese per non dimenticare il sacrificio di tanti Uomini e Donne che hanno pagato fino alla fine la loro Vocazione di “Onesta’ e Liberta’”.

“Nicolo’ Mannino scrive al sindaco di bergamo Giorgio Gori: Vi siamo vicini, non molliamo “

Nicolo’ Mannino, Presidente del Parlamento della Legalita’ Internazionale ,ha indirizzato al sindaco di Bergamo Giorgio Gori e a tutti i cittadini di questa citta’ flagellata dal corona virus i, una lettera di vicinanza e solidarieta’. Un messaggio scritto con tanta emozione dopo la visione di tanti mezzi dell’esercito che portavano via numerose bare con vittime del virus,andare silenziosamente e nella massimo solitudine verso un cimitero o un forno crematoio. Nicolo’ Mannino non ci ha pensato due volte e ha scritto, a nome di tutta la grande famiglia del parlamento della legalita’ internazionale, un messaggio scaturito dal cuore senza retorica e parole di circostanza
“…Vengo a portare, dalla Sicilia ma a nome di tutta la nostra grande famiglia, un abbraccio “virtuale” ma cordiale e sentitissimo a Lei primo cittadino di Bergamo, dott. Giorgio GORI, e a tutti i cari concittadini, in questi giorni provati, come l’intera Lombardia ma in modo particolarmente tremendo, da un dolore immenso che sta commuovendo l’Italia e il mondo. Tutta la grande comunità del Parlamento della Legalità Internazionale (movimento culturale interconfessionale e apartitico nato dopo le stragi di mafia del 1992; in allegato ho accluso alcune foto e un testo che documentano il nostro costante impegno culturale) Vi è vicina nel silenzioso momento che si vive in tutto il Paese – e da Voi in modo più drammatico – con sentimenti di profonda partecipazione. Rimaniamo forti, uniti, non abbassiamo la guardia. Dinnanzi a noi intravediamo, facciamolo con forza e caparbietà proprio perché ne abbiamo bisogno, le luci di una nuova alba; bagliori di speranza e di certa guarigione ci attendono per “svegliare l’aurora”. I tanti gesti di solidarietà che in questi terribili frangenti stanno toccando anche la Vostra cara terra sono molto più che semplici semi di speranza. Caro sindaco Giorgio Gori, siamo al tuo fianco e con queste poche parole, dettate dall’incontenibile emozione nel sapermi li con Voi, desidero anche raggiungere particolarmente tutti i familiari delle vittime (non cito il nome del carnefice) e da cristiano mi unisco a tutti nella preghiera, certo che “nessuna notte sarà cosi lunga da impedire al giorno di ritornare “.

“ASPETTANDO PRIMAVERA” INIZIATIVA DEL PARLAMENTO DELLA LEGALITA’

Una iniziativa che piace e che vede in queste ore tantissimi giovani aderire all’appello del Parlamento della Legalita’ Internazionale” ASPETTANDO PRIMAVERA “. Venerdi 20 marzo, vigilia del nuovo arrivo della primavera, “esorto tutti a manifestare un pensiero al positivo- dice Nicolo’Mannino- di fede, di certezza e per chi crede sentirsi incoraggiato dall’appello “Vi daro’ un cuore nuovo”. Daremo vita a un messaggio , un sorriso o un cuore da inviare a tutti i nostri amici con i mezzi a noi noti. Un messaggio, un video, un cuore da spedire anche con “wzp” con la scritta “SII PRIMAVERA, SVEGLIAMO L’AURORA “. Un invito rivolto a tutti coloro che pensano al positivo, a quanti desiderano raggiungere con un abbraccio primaverile quanti hanno segnato un passaggio importante nella propria vita e a quanti sperano in una nuova alba di liberta’ da ogni forma di virus ( quello dell’arroganza, dell’egoismo, dell’indifferenza, del tornaconto). Un appello che parte dalla sede di presidenza del Parlamento della legalita’ internazionale che ha sede a Monreale dove puntualmente uno staff di presidenza , coordinato da Salvatore Sardisco , Mons. Michele Pennisi ( arcivescovo e guida spirituale ) ,la D.S. Beatrice Moneti, Helga e Vera Guardi, e tanti con loro propongono iniziative culturali che raggiungono coordinatori in tutta Italia e adesso anche al Cairo dove lo scorso sei gennaio e’ stata insediata l’Ambasciata della fraternita’ e del Dialogo.

TORINO: UN CONCORSO FOTOGRAFICO PER SENTIRSI ANCORA CLASSE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Mentre le scuole di tutta Italia si attrezzano per la didattica on line, il morale dei ragazzi (ma anche degli insegnati e delle famiglie) va tenuto alto. Perché la scuola non è solo un’istituzione ma per molti studenti è una seconda famiglia, è il luogo degli amici, il posto dove fare gruppo… E’ un punto fermo nella vita dei bambini e dei giovani, una certezza che, se viene meno, può anche destabilizzare.

Senza ritrovarsi tutte le mattina alle 8 al suono della campanella…senza vedersi se non in chat…c’è qualcosa che può fare sentire ancora classe?

La risposta è sì, ed è un concorso fotografico destinato a tutte le scuole d’Italia: “One Action for a Green Planet”.

L’Idea arriva da una scuola di Torino, la WINS. Il tema del Concorso fotografico è “One Action for a Green Planet” e l’obiettivo è aiutare tutti a non arrendersi, né al Coronavirus né tantomeno all’idea che nessuno, nel proprio piccolo, possa fare la differenza per il pianeta!

Non è un caso che il giorno scelto per lanciare il concorso sia proprio il 6 marzo, il giorno di “M’llumino di meno”, la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

Il concorso, dal 6 marzo al 6 maggio, è organizzato da WINS in collaborazione con Nital e Peraga Garden Center, è assolutamente gratuito e le categorie per iscriversi sono due: classi della scuola primaria/secondaria e ragazzi dai 14 ai 20 anni.

 

I ragazzi e i bambini, guidati dai loro insegnanti, sono invitati a scattare delle foto che possano raccontare le azioni green per il pianeta. Attraverso la forma d’arte della fotografia i ragazzi sono invitati a mostrare come l’azione quotidiana di ognuno di noi possa, seppur nel proprio piccolo, ridurre e mitigare il più possibile i livelli di CO2 nell’atmosfera, contribuendo ad ottenere un grande risultato comune.

Il tema – One Action for a Green Planet – è ampio e lascia spazio alla fantasia, alla creatività e alla bravura dei fotografi; valgono tutte le buone pratiche ambientali, incluse le piccole azioni quotidiane finalizzate a contrastare la scomparsa del verde a partire dai contesti urbani (es. orti casalinghi, forestazione urbana, aiuole verticali, etc.).

 

Uno degli obiettivi del concorso è aiutare gli insegnati, a caccia di idee per i loro alunni, a superare con il sorriso questi giorni di fermo scolastico. Ciascun alunno può scattare la propria fotografia e poi inviarla all’insegnante, che si occuperà di caricarle sul sito www.worldinternationalschool.com

Un altro grande obiettivo del concorso è tenere alta l’attenzione della “generazione Greta”, educare e sensibilizzare bambini e adolescenti su un tema fortemente attuale e di grande rilievo.

Per la categoria scuola primaria/secondaria l’iscrizione sul sito www.worldinternationalschool.com deve essere effettuata dagli insegnanti che poi raccoglieranno le foto dei loro studenti e le caricheranno sul sito (fino ad un massimo di 1 per ogni alunno della classe).

I ragazzi, che devono possedere un profilo Instagram pubblico, possono iscriversi personalmente e poi postare su Instagram la propria foto attraverso l’utilizzo dell’hashtag #oneactionwins e del tag @wins_torino e dovrà essere follower di @wins_torino.

 

Tra tutte le fotografie che saranno pervenute entro le ore 12 del 6 maggio, verranno decretati i vincitori.

Per i ragazzi (Categoria Fotografi non Professionisti) verranno assegnati due premi:

– premio giuria: Nikon Coolpix W300 (valore di mercato Euro 489,00) messa a disposizione da Nital

S.p.A.

– premio pubblico (la foto che avrà ottenuto più“like”): Polaroid Kit: 1 Macchina + 1 pellicola + 1 photo box (valore di mercato Euro 149,99) messa a disposizione da Nital S.p.A.

 

Per le classi (Categoria Scuole) verranno decretate dalla giuria una classe vincitrice della scuola primaria e una classe vincitrice della scuola secondaria:

– premio giuria: n. 2 Kit per orto didattico in classe (valore di mercato Euro 100,00) messi a disposizione da Peraga Garden Center.

VAIA CUBE è l’amplificatore passivo nato per ridare vita agli oltre 42 milioni di alberi abbattuti durante la tempesta in Triveneto

Partire da una catastrofe ambientale e trovare il modo di restituire quanto tolto alla natura, grazie al design: è questa la missione della startup Vaia che ha dato vita a Vaia Cube, una cassa passiva di legno massello pregiato che permette, senza l’uso di alcun tipo di energia, di amplificare quanto si sta ascoltando con il proprio smartphone. Da oggi Vaia Cube è disponibile anche nei negozi fisici in tre Regioni: Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna.

 

Il progetto, ideato da tre giovani imprenditori under 30 (Federico Stefani, Paolo Milan e Giuseppe Addamo) prende il nome da Vaia, la forte perturbazione che tra il 26 e il 30 ottobre 2018 ha interessato il Triveneto causando la più grande catastrofe forestale italiana degli ultimi 50 anni. Il maltempo colpì 494 Comuni, provocando danni consistenti e la completa distruzione di circa 42.525 ettari di foresta (il 3% della superficie forestale del territorio) e comportando la presenza di circa 8.5 milioni di m3 di legname a terra.

 

Volevamo trovare una soluzione concreta alla problematica di tutti questi alberi abbattuti e ormai inutilizzabili per le grandi strutture” – spiega Federico Stefani, co-founder di Vaia – “Da qui l’idea di usare quel legno, considerato ormai inutilizzabile, per creare un oggetto di design che potesse anche lanciare un messaggio forte e allo stesso tempo sostenere la ripresa del territorio.”

 

Vaia Cube permette di propagare in maniera completamente naturale qualunque suono inserendo al suo interno il proprio smartphone: “Per noi si tratta di una metafora forte e concreta, una cassa attraverso la quale amplificare ulteriormente il grido di aiuto della natura e mantenere alta l’attenzione sul cambiamento climatico” prosegue Federico Stefani “creando allo stesso tempo un progetto sostenibile.

 

La cassa viene realizzata da artigiani e falegnami locali e nelle Dolomiti il team della startup sta coinvolgendo chi si occupa delle foreste pubbliche per la piantumazione di nuovi alberi. Infatti, Il territorio oggi presenta notevoli dissesti idrogeologici ed è a rischio frane a causa della deforestazione.

 

La startup si fa portavoce di un ulteriore messaggio concreto: con l’acquisto di un Vaia si contribuisce a piantare un nuovo albero e far rinascere così la foresta, la prima piantumazione avverrà a inizio estate 2020.  Un primo grande risultato è stato già raggiunto superando quello che era il primo obiettivo prefissato di 5000 alberi – si è già arrivati a 5200 -, da piantare nei primi 6 mesi dalla nascita del progetto.

Torna quindi l’obiettivo iniziale di Vaia, quello di creare un modello circolare e sostenibile di business: da un lato recuperare le materie prime e dall’altro restituirle all’ecosistema compromesso, non andando a pesare sul territorio e sul fabbisogno di risorse naturali.

 

Vaia Cube viene realizzato con un legno certificato caduto durante la tempesta: uno dei diversi legni utilizzati è quello dell’Abete della Val di Fassa, un pregiato tipo di abete rosso usato da sempre per costruire i violini, la cui struttura particolare permette di amplificare il suono. Un ulteriore simbolo di come un simile oggetto voglia propagare un messaggio forte e farlo arrivare ovunque in modo sostenibile attraverso il design.

 

Il legno usato è di tipo massello ed ogni prodotto presenta un spaccatura, realizzata da un falegname con un’ascia che segue la venatura naturale del legno ormai rotto. Una scelta fatta con l’obiettivo di far capire cosa fosse successo e portare dentro le case un segno tangibile della foresta ferita. Ciò comporta che ogni pezzo realizzato sia unico: nessuno è uguale all’altro.

 

 

Una parte dei ricavi è destinata alla comunità locale e ai suoi artigiani: “Stiamo combattendo per rendere il progetto quanto più economicamente sostenibile e per restituire il più possibile alla natura” – spiegano i fondatori.

 

L’idea del team di Vaia è di applicare questo modello circolare ogni qualvolta ci sia un problema ambientale, uno spreco o un’emergenza dovuta al cambiamento climatico.  L’obiettivo è quello di intervenire producendo oggetti di design che non vadano a compromettere ulteriormente l’ecosistema e che siano funzionali a riqualificare i territori che sono stati colpiti.

 

Dar vita quindi ad una produzione di oggetti utili all’uomo, non dei semplici gadget, che al contempo rispettino la natura ricercando delle soluzioni concrete a problemi specifici.

Quando si decide di comprare Vaia, si sta comprando un prodotto che viene da quel preciso territorio colpito con il legno caduto proprio lì e lavorato da un falegname della zona” – conclude  Federico Stefani – “Si diventa quindi parte di un circolo virtuoso, dando nel proprio piccolo un supporto concreto e importante.”

 

La startup Vaia aggiunge un nuovo importante tassello al suo percorso di sensibilizzazione su temi quanto mai attuali, quali la sostenibilità ambientale e soprattutto la crisi climatica. Nelle scorse settimane, infatti, il team di Vaia ha siglato un accordo con Etifor, un’azienda privata spin off dell’Università di Padova, che offre consulenza sia ad enti che ad aziende per supportarli in progetti legati alla gestione responsabile delle risorse naturali, agli investimenti sostenibili e allo sviluppo locale per migliorare le aree rurali.

 

Con Etifor quindi si lavorerà affinché questo processo di rinascita delle foreste avvenga nel modo più trasparente possibile, aiutando in primis le aree che rispettano gli standard FSC® (Forest Stewardship Council®), dove non solo viene garantita la buona gestione della foresta ma sono altresì quantificati gli impatti positivi per la cattura e conservazione della CO2 e gli effetti positivi nella lotta contro il cambiamento climatico.

Martedì 25 febbraio alla RED Feltrinelli di Milano si terrà “Arte e tecnologia: antitesi apparente”, un incontro sull’impatto delle nuove tecnologie nel mondo dell’arte

Martedì 25 febbraio alla RED Feltrinelli di Milano (viale Sabotino, 28) dalle ore 18.30 alle ore 20:00 si terrà Arte e tecnologia: antitesi apparente, un’occasione per approfondire la forza e l’impatto delle nuove tecnologie e il loro legame sempre più presente con forme artistiche quali la musica, la pittura e la scrittura.

L’evento discuterà anche degli interrogativi di carattere tecnico e delle ricadute economiche, sociali e culturali scaturenti dall’innovazione tecnologica, coinvolgendo i professionisti dello Studio legale Pavia e Ansaldo e professionisti esterni allo Studio.

Durante la serata, moderata dall’avvocato Mario Di Giulio (Partner e Responsabile del Fintech Focus Group dello Studio legale Pavia e Ansaldo), interverranno il giornalista d’arte GIACOMO NICOLELLA MASCHIETTI, il pittore GIUSEPPE VENEZIANO e RENATO CARUSO che, nella duplice veste di docente (musica e informatica) e di chitarrista, suonerà anche alcuni brani estratti dal suo ultimo album solo guitar “PITAGORA PENSACI TU”.

“CIELO, LA MIA MUSICA!” è il nuovo libro del giornalista siciliano LEONARDO LODATO

Esce giovedì 30 gennaio, in abbinamento con il quotidiano La Sicilia e poi in libreria, il libro di Leonardo Lodato “Cielo, la mia musica!”.

Il volume, inserito nella collana “Giornalismo e società”, è il primo prodotto della Domenico Sanfilippo Editore, con il logo dei 75 anni dello storico quotidiano catanese, che cadono proprio quest’anno, ed esattamente, il 15 marzo.

 

Il confine tra mare e cielo è lieve. Acqua e aria si confondono. Quanto influiscono la luce del sole, il suo calore, nell’essere siciliani? E, ancor più, quanto conta se si è musicisti? E il cielo, soprattutto, come lo vede chi suona, chi canta, chi compone? Per dare una risposta a queste domande (e a tante altre), Leonardo Lodato, giornalista del quotidiano di Catania “La Sicilia”, capo servizio di Cultura e Spettacolo, ha intervistato 12 musicisti siciliani. Quasi un calendario che, mese dopo mese, artista dopo artista, scandisce il nostro cammino tra le pieghe di chi l’arte la fa.

Interviste, tutte inedite, fuori dai canoni del giornalismo di routine, quando si è chiamati, da un lato a domandare e dall’altro a rispondere, soltanto di un nuovo disco o del tour imminente.

 

Stavolta, Bob Salmieri, Andrea Cantieri, Caterina Anastasi (Babil On Suite), Compagnia D’Encelado Superbo, Giuseppina Torre, Lello Analfino (Tinturia), Marian Trapassi, l’ex Denovo Mario Venuti, Paolo Buonvino, i Pupi di Surfaro, Roberta Finocchiaro e Rosalba Bentivoglio si sono prestati a questo gioco, a stendersi sul lettino dello psicanalista o, addirittura, a lasciarsi andare nel segreto del confessionale. Ognuno con i propri vizi e le proprie virtù, con i propri sogni, con le proprie certezze e con i propri desideri.

 

La prefazione del libro è curata da un vero e proprio “extraterrestre” della musica: il tastierista dei francesi Rockets, Fabrice Quagliotti che, negli anni Ottanta, con i suoi compagni di viaggio, ha conquistato l’Italia decretando il successo dello Space Rock.

 

 

L’autore

 

Leonardo Lodato, giornalista, è capo servizio Cultura e Spettacolo del quotidiano “La Sicilia” di Catania. Ha cominciato la sua carriera collaborando alle pagine del quotidiano del mattino di Palermo “L’Ora”, per poi trasferirsi a Catania dove ha prima collaborato all’emittente televisiva Antenna Sicilia e, poi, entrando a fare parte della redazione del quotidiano “La Sicilia”. La musica è la sua grande passione insieme al mare (è un subacqueo “profondo”) e al tè (possiede una sterminata collezione di tè provenienti da tutto il mondo). Ha ideato, per conto dell’azienda italiana Vulcan, un piatto per batteria denominato “Sonar”, esposto di recente al NAMM show, la più importante fiera di strumenti musicali degli Stati Uniti, nel quale, con la collaborazione degli artigiani turchi che lavorano per conto di Vulcan, è riuscito a riprodurre il tradizionale suono del sonar dei sottomarini.

“Cielo, la mia musica!” è il suo secondo libro dopo “Storie di Uomini e di Navi – Un’avventura chiamata Veniero” (Ed. La Mandragora), scritto a quattro mani con il collega di immersioni Guido Capraro.

Recensione de: L’ascesa dell’aristocrazia vampirica di Fabio Rinaldi

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Oggi vi parlo del romanzo fantasy di Fabio Rinaldi dal titolo L’ascesa dell’aristocrazia vampirica.

Non conoscevo l’autore, quando il testo mi è stato proposto ho accettato di leggerlo soprattuto per curiosità.

Da un lato la voglia di leggere un autore nuovo, dall’altro la spernaza che un fantasy diverso dal solito riuscisse a catturare la mia attenzione.

Bene, ci è riuscito.

Il testo, di quasi 400 pagine non stanca, e sì, capisco che la mole di pagine potrebbe scoraggiare a inizare la lettura o che possiate pensare che in quel mare di parole ci saranno mille ripetizioni o modi per allungare la storia ma non è così.

SINOSSI: Il mondo di Oblivion era popolato da molte razze: Umani, Pelleverde, Nani, Incivili ed Elfi, tutte in lotta per la sopravvivenza. Ma una nuova minaccia incombeva imperiosa, oscura e diabolica. Marius von Haeseler, detto l’Incauto, barone a capo della città di Mesto Rifugio, viene presto soppiantato dal vincitore del torneo da lui organizzato: Ilnur Volkov, vampiro. Il suo nuovo regno “forniva la possibilità di vivere, se si fossero rispettate le sue leggi, e se ognuno non si fosse intromesso in affari che non gli riguardassero. E così l’aristocrazia vampirica ne uscì rafforzata, pronta a costruire le basi verso future mire espansionistiche”. Battaglie cruente, terrore e devastazione, le città pian piano caddero in mano ai vampiri. Ilnur vinceva sempre.

Nel romanzo sono ben delinate le varie fazioni che rappresentano la battaglia ma, cosa molto diversa dal solito dai vari fantasy che ho letto, è che questa volta non è il bene a dover vincere per forza. Senza svelare il finale e senza aggiungere particolari che possano raccontate troppo, credo che l’autore, tramite i protagonisti del tutto immaginari del romanzo, abbia voluto raccontarci i giorni nostri scendendo nei particolari. L’arrivismo, la voglia di comandare, l’odio, i tradimenti (anche di sangue) sono tutte tematiche che ci toccano da vicino e che, inserite in un romanzo fantasy, lasciano a bocca aperta.