Un anno di consapevolezze

Siamo arrivati alla fine di questo 2020 ed è inutile fare il conto delle persone mancate, di quello che abbiamo perso, lo sappiamo tutti.

Per me però il 2020 sarà sempre l’anno della nascita di Livia e sono certa che quando, tra anni, si parlerà del 2020, mentre a tutti verrà in mente un anno bisestile funesto, a me verrà in mente lei, la mia bambina.

La mia piccola nata senza avere accanto gli affetti più cari, nata il primo maggio, altro giorno particolare che nell’anno delle aziende che chiuduno per la pandemia ha ancora di più un sapore e un colore diverso. Dico sempre a mio marito che tra diciotto anni, alla maturità questi ragazzi 2020 si troveranno come traccia per il tema di italiano di parlare del covid e, molto probabilmente a Livia all’orale chiederanno di parlare della valenza storica del primo maggio.

Il 2020 è stato l’anno degli affetti ritrovati seppur senza abbracci e degli affetti persi, di quelli che ti hanno aperto la porta accogliendoti insieme a tutta la ciurna e di quelli che la porta invece l’hanno sbattuta in faccia a me e alla ciurma, e va bene così.

Il 2020 è l’anno che mi ha fatto spegnere 37 candeline e, non ho espresso nessun desiderio ma solo una volontà, quella di cambiare, di uscire ancora di più dalla mia zona comfort e andare oltre.

Per chi come me ha vissuto l’infertilità e tante pedite personali, avere un figlio tra le braccia ti fa vivere in uno sttao di grazia e così, nel 2011 con la nascita di Simone mi sono sentita invincibile, anni dopo, l’arrivo di Livia in un momento storico turbolento, mi ha reso ancora più forte e determinata e sarà per questo che lei è già un peperino di quasi otto mesi.

IL 2020 mi ha dato tanto e mi ha tolto tanto ma il mio bilancio è certamente positivo.

E’ stato l’anno del:

  • Come fai a fare tutto che sei incinta?
  • Non puoi fare tutto perchè sei incinta!
  • Pensi di parotire a maggio? Con questa pandemia! (siccome potevo scegliere)
  • Non vorrai darle la tetta!
  • Non vorrai darle il latte artificiale!
  • Già parla!
  • Ancora non parla!
  • Lavori troppo
  • Lavori troppo poco
  • Fai la mamma e sei mediocre (e quindi penso a mio zio che diceva di me “dove la metti suona” che vuol dire che so fare tutto e che quando non lo so fare qualcosa imparo in fretta)
  • Un nuovo libro, che bello!
  • Un nuovo libro, ma dove trovi le idee!

Insomma nel mezzo del tutto e del niente ci siamo noi che siamo diventati quattro, ci sono io che non faccio la giornalista, sono una giornalista, non faccio l’autrice ma sono un’autrice, non faccio la mamma ma sono una mamma, non faccio la moglie ma sono una moglie.

Il 2021 è quasi arrivato spero che sia migliore anche se le restrizioni e le mascherine resteranno con noi ancora per molto.

Io intanto vado avanti con nuovi progetti, con un nuovo team di donne dove nessuno vuole fare la diva ma siamo tutte lì pronte a romboccarci le maniche per lavorare bene insieme. Il 2021 sarà l’anno dei passetti, della prima candelina, del pensare alle medie, sarà l’anno della formazione, del lavoro e della famiglia.

Sarà il primo anno di nuove consapevolezze perchè come diceva il mio professore di matematica “vivo come il moto uniformemente accellerato” e quindi non mi basta mai, ho sempre la necessità di fare cose nuove.

Buon 2021 a tutti i miei lettori che anche quest’anno mi avete riempito di coccole, vi prometto che continuerò ad emozionarvi e a regalarvi storie nuove.

Buon 2021 agli amici che “distanti ma uniti”

Buon 2021 a chi c’è sempre.

DODI BATTAGLIA: esce il libro “Le mie 60 compagne di viaggio”

Esce “Le mie 60 compagne di viaggio”, un volume per ripercorrere la carriera del più grande chitarrista italiano, Dodi Battaglia, attraverso immagini, aneddoti e curiosità di tutte le sue meravigliose 60 chitarre.

Il libro è disponibile sul sito ufficiale di Azzurra Music, autografato da Dodi Battaglia (https://www.azzurramusic.it/it/component/virtuemart/bk1324_dodi-battaglia_chitarre), nei negozi tradizionali e sui siti di e-commerce.

Con oltre 50 anni di carriera musicale alle spalle, Dodi Battaglia ha deciso ora di passare in rassegna tutte le sue 60 chitarre, preziose compagne di viaggio che l’hanno accompagnato in tutti questi anni, dando a ciascuna il prestigio che si merita.

«Celebrare cinquant’anni di carriera è un grande traguardo della mia vita artistica e professionale – spiega Dodi Battaglia – Ho così deciso di offrire il giusto spazio alle mie sessanta “compagne di viaggio”, alle chitarre che per tutto questo tempo mi hanno seguito in sala d’incisione e sul palco. A loro è dedicato questo libro, dove la bellezza degli strumenti irrompe dalle dettagliate fotografie, alle quali si alternano cenni storici, tecnici ed aneddoti legati al mio lungo viaggio in loro compagnia».

Per ogni chitarra, il musicista bolognese ha indicato le caratteristiche principali, la marca, il modello e il materiale con cui è stata costruita, arricchendo poi il tutto con dettagli e aneddoti, come l’utilizzo in un determinato album o la presenza in un tour. Oltre ad essere stato componente fondamentale dei Pooh, Dodi Battaglia è anche un grandissimo appassionato, esperto e collezionista della chitarra.

Un libro di grande formato (32×24), con copertina cartonata e sovra copertina e un contenuto di ben 290 pagine. Un’opera importante non solo per tutti i fan, ma anche per tutti gli appassionati di chitarre!

Attualmente Dodi Battaglia è al lavoro sul suo nuovo disco di inediti, in uscita nei primi mesi del 2021, anticipato dal brano inciso insieme al leggendario chitarrista americano AL DI MEOLA, “One Sky” (Azzurra Music).

Filastrocche incantate e nuvole colorate di Nadia Marconi

Oggi vi presento il libro di filastrocche di Nadia Marconi, una lettura da fare insieme con i figli, piccoli e grandi

Una piccola filastrocca per descrivere questo libro, scritto per i
bambini ma soprattutto per i “grandi” che ognittanto si dimenticano
di sognare.
Sono una mamma alternativa, dove ironia e comunicazione
sostituivano regole e punizioni.
Sono soprattutto una mamma ansiosa, ho superato la fase degli
scivoli troppo alti e il temuto sono grande adesso. Dalla scuola
dell’infanzia alla primaria, ho sempre spiegato a mia figlia che
la scuola era il suo lavoro e come tale andava svolto con rispetto
per le maestre e delle regole. Di ascoltare tutti, ma di non
credere sempre a quello che le veniva detto e di verificare di
persona.

BIOGRAFIA:


Nadia Marconi, nata a Verona il 27 settembre 1969, vive da sempre nella sua provincia, a Pescantina, tra il
Monte Baldo e il Lago di Garda. Sposata, ha una figlia tredicenne cresciuta con il moto “fantasia e
buonumore” messe in versi in queste filastrocche. Ama la poesia, la pittura il cinema e la letteratura
fantasy. Ha illustrato la copertina “Per strade incerte ad inseguire un sogno” silloge del poeta Sirius.

“Io sono mio fratello” Il libro di Giorgio Panariello

È l’alba del 27 dicembre 2011 quando una chiamata stravolge completamente la vita di GIORGIO PANARIELLO. Suo fratello Franco, cinquant’anni appena compiuti, è morto la sera prima «tra le braccia gelide della strada che per troppo tempo era stata la sua compagna».

A nove anni da quella tragica notte, PANARIELLO per la prima volta si racconta mettendo nero su bianco la storia che forse ha segnato maggiormente la sua vita, quella del rapporto con suo fratello; lo fa in un libro intenso, autentico e personale dal titolo “IO SONO MIO FRATELLO” (Mondadori), in libreria e negli store digitali da oggi, martedì 3 novembre, e già ai vertici delle classifiche di vendita degli store digitali in pre-order.

«Crescere senza affetto è come stare senza un tetto sopra la testa, non ci si sente mai protetti, difesi, mai a casa. È stata solo una questione di culo. Potevo nascere un anno dopo di lui e mio fratello sarei stato io. E invece è toccato a lui sentirsi addosso un anno di meno, un anno di troppo. Se la mia vita si stava incanalando sui binari giusti, quella di Franco a un certo punto ha deragliato».

Da sempre Giorgio custodisce questa storia che corre come un filo nascosto nella sua vita e ora, nell’anno in cui ha compiuto 60 anni, ha deciso di aprirsi e di immortalare sulla carta tutti quei frammenti di vissuto che lo hanno reso l’uomo che è oggi, attraverso un racconto schietto e a tratti pungente. “IO SONO MIO FRATELLO” è un libro che, grazie all’onestà e all’accuratezza dei sentimenti, riesce a muovere le corde più profonde delle nostre emozioni. 

GIORGIO PANARIELLO (Firenze, 1960) è attore di teatro, cinema e tv. Per Mondadori ha pubblicato Non ti lascerò mai soloGuardami negli occhiSo che ci sarai sempre e Adesso tu.

Love day il nuovo libro di Ilaria C

Oggi vi parlo del nuovo libro di Ilari C dal titolo Love Day

Titolo: Love day

Autrice: Ilari C.

Prezzo: ebook 3,99 – cartaceo 12,99

Casa editrice: self-published

Genere: romanzo Lgbt new adult

Data di uscita: 12 ottobre 2020 

Trama:

Silvio si è appena diplomato al liceo classico con il massimo dei voti. Sicuro di sé e di quello che vuole nella vita, ha già scelto la facoltà di Sociologia a Milano. Non vede l’ora di lasciarsi alle spalle Roma e i vecchi compagni, le loro prese in giro e le battutine sulla sua sessualità.

Damiano frequenta l’ultimo anno del liceo classico a Roma. I suoi voti sono bassi e lui invece di studiare preferisce trascorrere il tempo tra i divertimenti che la sua agiata famiglia può offrirgli e gli amici, il cui passatempo preferito è prendere di mira chi è diverso da loro. Damiano è etero, o così fa credere a tutti.

Silvio e Damiano non hanno niente in comune, eccetto per un paio di cose: entrambi hanno un genitore candidato alla carica di primo ministro. Entrambi nutrono una segreta attrazione l’uno per l’altro.

Dopo l’ultimo incontro il giorno della Maturità di Silvio, pensano di non vedersi più, ma il trasferimento della famiglia di Damiano li fa incontrare a Milano. Damiano trova inaspettatamente in Silvio un appoggio per accettare se stesso, ma la loro relazione deve rimanere segreta, almeno per il momento.

Mentre la campagna elettorale procede senza esclusione di colpi, il padre di Damiano vuole che lui sfili alla Manifestazione per la famiglia che si terrà a Milano il primo giorno di febbraio. Lo stesso giorno a Roma sfilerà il Love day, per celebrare l’amore libero.

La relazione tra i due ragazzi verrà messa a dura prova fino alla scelta finale: Damiano avrà il coraggio di essere se stesso con i suoi genitori e di vivere il suo Love day?

Love day è un romanzo a tema Lgbt e contiene scene esplicite, per cui è consigliato a un pubblico consapevole.

MILANO: STEFANO FAITA ACCOGLIE NICOLO’ MANNINO E OMAGGIAILLIBRO “INSEGNAMI AD AMARMI”

Parte da Milano la conoscenza e la divulgazione del libro a firma di Nicolo’ Mannino e Salvatore Sardisco “Insegnami ad Amarmi” presentato al Convegno Internazionale del Parlamento della Legalita’ Internazionale lo scorso cinque settembre a Poggio San Francesco a due passi dal Monreale dove ha sede la presidenza dl movimento. Un appuntamento culturale curato nei minimi dettagli dall’imprenditore Stefano Faita che ha radunato ( in piena osservanza misure anti-covid , tra mascherine e distanziamenti) tutti i suoi dipendenti e amici per un confronto familiare ma di alto profilo culturale con Nicolo’ Mannino arrivato un pomeriggio di venerdi dal capoluogo siciliano. Stefano Saitaha conosciuto Nicolo’ Mannino durante una solenne cerimonia culturale organizzata a Milano dall’Univerista’ telematica di diritto internazionale Isfoa mentre il magnifico rettore consegnava al presidente del Parlamento della Legalita’ internaizionale Nicolo’ Mannino la nomina di pro/rettore. La stima e l’ammirazione tra Faita e Mannino e’ immediata e semplicemente vera. Dalla conoscenza personale all’organizzazione dell’evento in regione lombardia il passo e’ breve. Stefano Faita convoca la stampa, gli amici, i suoi collaboratori e accoglie l’amico Nicolo’ Mannino con un cartellone affisso al muro firmato da tutti i partecipanti con un “benvenuto ” visibile a decine di metri. Due ore di confronto, con una attenzione che non cede il passo alla stanchezza poiche’ i presenti comprendono che il parlamento della legalita’ e’ qualcosa di unico, di cerio, dove retorica e demagogia non trovano posto. Stefano Faita prende posto accanto a Nicolo’ Mannino e i due “amici ” animano una splendida serata che si conclude con la presentazione e la consegna del libro “insegnami ad Amarmi” con tanto di autografo e la certezza di ritrovarsi insieme per continuare il cammino culturale intrapreso. All’imprenditore milanese Nicolo’ Mannino consegna l’attestato di riconoscimento che sigilla una collaborazione forte e vera sul sentiero di una cultura di vita, di sviluppo. di impegno a favore di chi crede in un’alba di riscatto e di rinascita. “Desidero ringraziare di cuore l’amico Stefano Faita- dice Nicolo’ Mannino, a chiusura dell’incontro dibattito-per aver accolto con entusiasmo, professionalita’ e gioia l’iniziativa che richiama il sacrificio di tanti che hanno pagato con la vita un impegno non indifferente per svegliare le cosciente di tanti che desiderano un mondo piu’ vero. “. Stefano Faita, persona semplice ma professionalmente valida , si commuove e ringrazia l’amico Nicolo’ e tutti i partecipanti. Parte cosi da Milano la diffusione del testo a firma anche di Salvatore Sardisco, di mons. Michele Pennisi, dei Generali di Corpo D’Armata Carmine Lopez ( Guardia di Finanza ) e Giuseppenicola Tota (Esercito Italiano ) con la conclusione a firma di Antonio Scaglione , figlio del Procuratore della Repubblica Pietro Scaglione ucciso dalla mafia negli anni settanta. A Stefano Faita il merito di averci creduto fino alla fine.

Da domani in libreria e negli store digitali “DAVID BOWIE. LE STORIE DIETRO LE CANZONI”

David Bowie è un personaggio immenso e ingombrante per la cultura rock, che copre sei decenni e vanta una discografia monumentale. Orientarsi nel suo mondo non è semplice, serve un libro come questo, primo volume di due, perché per spiegare nel dettaglio le centinaia di canzoni del “Duca Bianco” e le sue molteplici mutazioni occorrono non meno di un migliaio di pagine. Qui si parte dagli anni ‘60, dall’imberbe Davey Jones che è ancora un personaggio in cerca di autore, e si arriva al 1976, dopo i tentativi nel mondo beat e folk, dopo le prove teatrali con il grande mimo Lindsay Kemp, dopo che David è diventato Ziggy Stardust, re della musica glam. Una straordinaria cavalcata nel “classic rock” scandita da canzoni epocali come “Space Oddity”, “Changes”, “Life On Mars?”, “Starman”, raccontando come è regola nella serie la genesi, la storia, la fortuna o sfortuna di tutte le canzoni, con aneddoti poco raccontati e, soprattutto, con le dichiarazioni del loquace egocentrico protagonista.

“CON LA GUERRA NEGLI OCCHI. MEMORIE FOTOGRAFICHE DI UN REPORTER DI GUERRA”

Crescentino, la cittadina del Vercellese nella quale Mimmo Càndito riposa e al quale è stato dedicato il teatro all’interno del Comune, ricorderà in questi giorni l’inviato “molto speciale” de La Stampa, lo scrittore, il direttore dell’Indice dei Libri, il protagonista di tante avventure  pericolose e sempre affrontate con il sorriso e l’attenzione professionale più rigorosa.

Domani sera alle ore 21.00, al Teatro Angelini, il prof. Maurizio Carandini, dirigente scolastico ed ideatore del Cestingeo, Centro Studi Internazionali di Geopolitica, parlerà del suo libro per bambini e allievi delle Scuole Medie, “Mimmo Càndito – La storia di un super eroe”, un racconto sulla piccola Jamina persa per le strade di Tripoli durante il conflitto del 2011, soccorsa e salvata da Mimmo. Il libro è anche occasione per ripercorrere lo stile e il carattere dell’inviato di guerra. (Il volumetto costa 13 euro e si può ordinare scrivendo a info@grappolodilibri.it).


Sabato 17 ottobre, invece, alle ore 16.00 nell’affascinante cornice dell’ex Chiesa della Resurrezione, la cui facciata barocca è stata recentemente restaurata, sarà inaugurata la mostra fotografica “Con la guerra negli occhi. Memorie fotografiche di un reporter di guerra”. La  mostra, organizzata dal Centro Studi Internazionali ideato dal prof. Carandini in collaborazione con il Comune di Crescentino, è visitabile sino al 31 di ottobre. Raccoglie fotografie inedite scattate da Mimmo durante i suoi numerosi viaggi nei centri delle crisi di tutto il mondo, dall’Afghanistan all’Argentina, dall’India al Nicaragua fino all’Africa. Il percorso della mostra proseguirà poi, compatibilmente con le attuale problematiche Covid, in altre città (spesso negli istituti scolastici italiani).

Dal Nobel all’ONU: 90 autori spiegano la pandemia

Spiegare la pandemia attraverso le parole – e i pensieri – di 90 autorevoli voci.

Grandi nomi accanto a giovani idee, tutte utili a disegnare il quadro di uno dei periodi più confusi e frenetici degli ultimi 70 anni della storia del mondo. Rettori, scienziati, filosofi ma anche giornalisti insieme a studenti, dottorandi e ricercatori. Tante voci ed un solo macro-argomento: il Covid-19.

L’idea del libro nasce a Torino dall’Associazione torinese CEST, Centro per l’Eccellenza degli Studi Transdisciplinari, nata qualche anno dalla volontà di alcuni studenti e ricercatori provenienti da diversi atenei e istituti d’eccellenza italiani ed europei di creare una rete per potenziare il rapporto tra mondo accademico e società civile.

Consistente il contributo della città al libro: sono torinesi tanti autori che intervengono su diversi temi, dalla macroeconomia all’innovazione al teatro.

C’è il capitolo di Gabriele Vacis e Antonio Vittone che suggeriscono come ripensare il teatro al tempo del Covid-19 e quello di Letizia Vitali che, insieme a Carlo Pastore, parla di musica e di come ripartire dopo il lockdown.

Si parla di politica e scenario internazionale con Federico Boscaino e Lorenzo Pregliasco – fondatore di Youtrend – , con Stella Gianfreda Stella che intervista il direttore Innovazione del Parlamento. E ancora Beraldi, dottorando di ricerca in Economia presso l’Università Yale, intervista il professor Reis della London School of Economics

A proposito di aspetti medici e tecnico-scientifici della pandemia è Ascolani ad intervistare il Prof Dominici di Harvard mentre PAOLO VINEIS, torinese e professore ordinario di Environmental Epidemiology presso l’Imperial College di Londra, ragiona sulle implicazioni del COVID sull’inquinamento.

Luigi Ruggerone, Director of Trend Analysis and Applied Research presso l’Intesa Sanpaolo Innovation Center, fa il punto su innovazione, ricerca e nuove tecnologia per capire come una comunicazione scientifica responsabile sarà sempre più decisiva.

Paolo Mulassano, responsabile Obiettivo Pianeta e Direzione Innovazione d’Impatto presso la Fondazione Compagnia di San Paolo, insieme a Fulvio Bersanetti, program officer Direzione Innovazione d’Impatto, Fondazione Compagnia di San Paolo, si chiedono come preparare un futuro migliore grazie al ruolo centrale dell’innovazione.

Il libro Le Parole della Pandemia  è in vendita nelle migliori librerie ma, nell’ottica di diffondere l’importanza per tutti di una comunicazione scientifica corretta, è disponibile gratuitamente on line nella versione ebook disponibile: http://bit.ly/CestCovid19

1 libro, 5 sezioni, 48 brevi capitoli, 91 voci da 8 diversi Paesi e 3 continenti.

“Le parole della crisi, le politiche dopo la pandemia” è un libro di divulgazione scientifica scritto per aiutare i lettori ad analizzare meglio la pandemia e le sue conseguenze, riflettendo su come sarà il futuro che ci aspetta. Un futuro tanto meno problematico quanto più sapremo cogliere ciò che una pandemia arrivata all’improvviso può insegnarci.

Le 5 sezioni del libro guidano il lettore in una riflessione a 360 gradi sul Covid, le sue conseguenze e le prospettive per il mondo spaziando dall’ambito giuridico-istituzionale a quello politico e internazionale; da temi medico e tecnico-scientifici a quelli economico-finanziari ma anche sociali e culturali.

Ogni capitolo affronta il tema da un differente punto di vista. Si parla delle sfide tecniche del vaccino con Peter Doherty, Premio Nobel per la medicina; di tracciamento e mascherine con l’epidemiologo Carlo La Vecchia; di scienza e politica con il filosofo Massimo Cacciari; del ruolo delle assicurazioni con il CEO di Zurich Mario Greco…

La formula di dialogo proposta dal libro è interessante: un grande personaggio accademico e un giovane studioso sono co-autori di ogni capitolo; perché se c’è una cosa che la pandemia ha aiutato a capire è che unendo le idee e confrontando i punti di vista si può arrivare più velocemente alle soluzioni.

Gli autori arrivano dalle più famose Università del mondo – Oxford, Hardvard, Yale, Princeton, ETH Zürich –  ma anche da Enti di Policy e Organizzazioni internazionali – Corte Costituzionale, Parlamento Europeo, Ocse – e coprono una grande vastità di temi, dal diritto penale alla politica monetaria, dagli aspetti epidemiologici al teatro, dalla simulazione informatica alla musica, dai modelli matematici al sexworking, dal welfare al management sanitario.

Quello che emerge è un quadro semplice, chiaro, che aiuta a comprendere e mettere a sistema parole e concetti che spesso emergono, negli articoli, nei servizi televisivi e nei talk show, che arrivano in tutte le case ma non sempre con il dovuto approfondimento: recovery fund, contact tracing, numero di riproduzione di base (R0), test molecolari e test sierologici, bilanciamento di diritti costituzionali.

Il messaggio alla base del libro, fortemente sentito dai tre curatori Massimiliano Malvicini, Tommaso Portaluri, Alberto Martinengo è anche alla base del CEST – Centro per l’Eccellenza degli Studi Transdisciplinari, Associazione torinese della quale fanno parte i giovani autori: la ricerca è un’occasione per tutti; per il pubblico innamorato della cultura, per i divulgatori che la trasmettono, per gli studenti che la incontrano nelle università, per gli studiosi che ne hanno fatto una professione.

In un periodo storico caratterizzato da caos informativo e fake news, il ruolo degli accademici diventa fondamentale, perché soltanto attraverso un’informazione responsabile e inclusiva sarà possibile dotare le istituzioni e i cittadini degli strumenti opportuni per affrontare le molteplici sfide imposte dalla convivenza con il Covid-19.

Il progetto è promosso dal CEST con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.

NASCE LA WINS CAMPUS BASKETBALL SCHOOL

WINS – World International School of Torino – e CAMPUS PIEMONTE BASKETBALL uniscono le loro forze per dare vita alla WINS Campus Basketball School.

WINS e CAMPUS PIEMONTE costituiscono due eccellenze del panorama cittadino torinese. Inaugurata nel 2017, WINS si è affermata fin da subito come leader nel percorso scolastico dei giovani, proponendo i progetti educativi internazionali dell’International Baccalaureate. Allo stesso modo, anche CAMPUS PIEMONTE è attiva ormai da tre anni nella pallacanestro piemontese per la formazione degli atleti ad alto livello, tanto da essere considerata nel ranking stilato dalla Federazione Italiana Pallacanestro il terzo settore giovanile per qualità in Italia.

WINS e CAMPUS PIEMONTE sono accomunate da un obiettivo comune: formare e valorizzare i talenti del nostro territorio, curando con estrema attenzione tutti gli aspetti che caratterizzano la vita e l’educazione dei ragazzi, da quelli scolatici a quelli sportivi, senza tralasciare quelli culturali e relazionali.

La WINS CAMPUS BASKETBALL SCHOOL nasce dunque con l’impegno di dare vita a una vera e propria scuola di pallacanestro, nella quale i ragazzi avranno la possibilità di approcciarsi fin da piccoli al mondo sportivo di eccellenza che CAMPUS rappresenta, e di sviluppare la propria passione in un contesto altrettanto di eccellenza qual è WINS.

La WINS CAMPUS BASKETBALL SCHOOL permetterà ai ragazzi di esprimere tutte le loro qualità e di sviluppare al meglio il proprio talento. Gli iscritti alla scuola saranno seguiti da Istruttori e Allenatori tra i migliori a livello torinese. Il direttore tecnico della scuola è Federico Danna, uno dei migliori tecnici in Europa per quanto riguarda la crescita dei giovani.

Con la WINS CAMPUS SCHOOL collaboreranno le società Virtus Torino, Muyo Basket School e il consorzio di società Torino Nord Academy.

La scuola aprirà i battenti l’8 e il 9 ottobre con le LEVE CAMPUS, riservate ai ragazzi nati negli anni 2008, 2009 e 2010 che si terranno dalle ore 17.00 alle ore 19.00. 

Nelle settimane successive, WINS CAMPUS SCHOOL attiverà nuovi gruppi per bambini e ragazzi a partire dai 4 anni. Sarà aperta a tutti, quindi sia ad allievi di WINS, sia a studenti provenienti da altre scuole, stimolati dalle stesse motivazioni e dalla stessa passione.

Le lezioni si svolgeranno in doppia lingua, inglese e italiano, e rispetteranno tutte le disposizioni sanitarie previste dalle autorità. 

Per la stagione 2020/21 saranno costituiti sei gruppi:

  • Due gruppi per le annate 2015 e 2016 
  • Un gruppo per le annate 2012, 2013 e 2014 
  • Un gruppo per le annate 2010 e 2011
  • Un gruppo Under12 per i nati nel 2009
  • Un gruppo Under13 per i nati nel 2008

A breve, attraverso i canali di comunicazione di WINS, Novipiù Campus e delle società che collaborano allo sviluppo della scuola, seguiranno ulteriori comunicazioni sulle giornate di “LEVE CAMPUS”, durante i quali sarà possibile svolgere liberamente allenamenti di prova con gli istruttori di WINS CAMPUS.