Le donne a Torino

C’è una storia di Torino che raramente viene narrata: è la storia delle donne che hanno costruito il tessuto della nostra città, con i loro volti, i loro nomi e le loro battaglie.
Allo Spazio Lux di Galleria San Federico 26, presso Fiorfood, il prossimo 24 marzo alcune di quelle vite saranno finalmente raccontate.
Marcella Filippa, studiosa, autrice e Direttrice della Fondazione Vera Nocentini presenterà infatti il suo ultimo libro “Donne a Torino nel Novecento – Un secolo di storie”, Edizioni Del Capricorno.

Uscito insieme al quotidiano La Stampa l’otto marzo scorso in occasione della Giornata Internazionale della Donnae ora presente in tutte le librerie, il libro percorre, nell’arco di un secolo, le strade di una Torino diversa: quella vista attraverso gli occhi femminili che ne hanno calcato le vie.

Dalle suffragette dei primi anni del secolo alle sartine, dalle sigaraie della Manifattura Tabacchi alle operaie nelle fabbriche in guerra, dalle donne partigiane ai movimenti degli anni ‘60 e ‘70, Marcella Filippa racconta la Storia attraverso le piccole, grandi storie delle donne torinesi, lavoratrici, madri, scienziate o artiste che siano.

L’incontro, un dialogo tra l’Autrice e Marzia Camarda, fondatrice di Verba Volant, sarà inframmezzato dalle letture di Serena Bavo dell’Associazione Téchné Teatro, che darà voce ad alcune delle tante donne, protagoniste sconosciute della vita e della storia della nostra città: dalla staffetta partigiana alle donne che hanno animato la rivolta del pane del 1917 – di cui quest’anno ricorre il centenario -, alla fondatrice di un mondo di sogni e di bambole, alla poesia composta da una badante straniera, simbolo della donna che cura in silenzio, cui l’autrice dedicherà questa magnifica serata.

Sarà inaugurata oggi l’Oasi del clochard

Un sogno diventato realtà: è l’Oasi del clochard, un esperimento nuovo per l’Italia. Per la prima volta, nel nostro Paese,  si sperimenta un nuovo modo di accogliere i senzatetto: non nei classici dormitori, grandi edifici con stanzoni da decine di posti letto, bensì in un vero e proprio villaggio: un ampio spazio dove sorgono casette prefabbricate, a mo’ di villaggio. Tra queste case esistono già la mensa e l’ambulatorio medico; sta nascendo la biblioteca, nasceranno la palestra e la sala per i corsi di formazione. E ci saranno anche eventi culturali: il primo, in occasione dell’inaugurazione, è una mostra di quadri sul tema dei senza fissa dimora, opera dell’artista Egidio Guarino.

 

Fino all’anno scorso questo spazio, di fronte al mercato ortofrutticolo, era adibito a campo rom; in meno di due mesi i City Angels lo hanno completamente ripulito e hanno piazzato le prime case.

Oggi nel villaggio abitano una settantina di senzatetto, ma l’assessore ai Servizi sociali Pierfrancesco Majorino ha auspicato che arrivino fino a 300. Tra qualche settimana verranno inaugurate due nuove parti dell’Oasi: quella femminile e quella per gli animali dei senzatetto.
L’Oasi del clochard, frutto della collaborazione tra i City Angels e l’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Milano, verrà inaugurata dall’Assessore Majorino oggi mercoledì 22 marzo a mezzogiorno.

 

È un regalo che vogliamo fare agli ultimi e alla città di Milano proprio in occasione della visita del Papa a Milano” spiega Mario Furlan, fondatore dei City Angels.  Sarà presente anche il Presidente del Municipio 4, Paolo Bassi. Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, benedirà il villaggio; seguiranno una preghiera musulmana, con l’Imam Mohsen Mouelhi, e un saluto di Raffaele Besso, Presidente della Comunità ebraica di Milano. Saranno presenti anche i testimonial dei City Angels Stefano Chiodaroli, Beppe Convertini, Nino Formicola e Alberto Fortis, e alcuni amici e sostenitori dei City Angels: il presidente di Confesercenti Andrea Painini; il presidente dei Comitati di quartiere, Salvatore Crapanzano; Patrizio Faraci, titolare di Farcaphair, che verrà, con i suoi collaboratori, a tagliare gratuitamente i capelli ai senzatetto; il direttore dell’Ordine degli Avvocati, Carmelo Ferraro; la grafologa Candida Livatino; l’imprenditore Arturo Artom; il Presidente onorario dei City Angels Michele Ferrario Hercolani; il Governatore del Rotary Club, Piermarco Romagnoli, e il Presidente del Lions Club, Maurizio Fleischner; e gli artisti Marco Nereo Rotelli e Maurizio Orrico. Quest’ultimo ha creato alcune casette per i clochard, in stile rinascimentale, che sono presenti nell’Oasi.

 

Le casette dei senzatetto vengono affittate dai City Angels. Chi vorrà potrà contribuire adottandone una: sulla casa verrà apposta una targa con il suo nome. Ha iniziato Daniela Javarone, madrina dei City Angels: mercoledì inaugurerà “Casa Daniela”.

 

I City Angels, volontari di strada d’emergenza, sono stati fondati a Milano nel 1994 da Mario Furlan, giornalista e docente universitario di Motivazione e Crescita personale. Oggi sono presenti in 17 città italiane e a Lugano, in Svizzera, con oltre 500 volontari, di cui il 50,4% sono donne.

“Giornata Nazionale della Legalità 2017”

Martedì 21 Marzo – Il Parlamento della Legalità Internazionale sarà a Roma per celebrare la “Giornata  Nazionale della Legalità 2017”.

Converranno da tutta Italia, i delegati regionali del Parlamento della Legalità Internazionale, rispondendo alla chiamata del loro presidente Nicolò Mannino.Ad accoglierli con numerosi eventi ci saranno il  Generale di Brigata Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa e Sua Eminenza  il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi- Ministro della Giustizia della Santa Sede.

Un appuntamento già fissato da tempo ed organizzato dal prof. Mannino proprio nella ricorrenza della Giornata Nazionale della Legalità di quest’anno. Un incontro che unirà sempre di più tutti gli amici del Parlamento della Legalità Internazionale “all’insegna della ricerca culturale del Vero, a cui solo gli uomini liberi e solari – dice il presidente Nicolò Mannino – possono protendere per regalare all’oggi, un domani a colori”.

Alle ore 10.00 tutti i delegati e amici del Parlamento della Legalità Internazionale saranno accolti presso il Palazzo dell’Aeronautica – Ministero della Difesa – “Casa dell’Aviatore “- Roma per l’incontro e confronto culturale con il  Gen. di Brigata Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa.

Durante i lavori della giornata sarà esposto il programma delle diverse attività culturali che  saranno vissute insieme a tanti giovani e non solo, per non dimenticare il sacrificio di chi ha dato la vita per la Democrazia e un’autentica cultura di riscatto. Alle ore 15.15 si terrà invece l’incontro culturale interconfessionale presso l’Istitutum Augustinianum – Pontificia Università Lateranense nei pressi dell’ingresso della Città del Vaticano, per riflettere sul tema “Il linguaggio della Pace e della Giustizia nel Kerygma della Speranza”. Sul tema della giornata relazionerà Sua Eminenza  il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi- Ministro della Giustizia della Santa Sede”. A seguire ci sarà l’intervento del prof. Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale. Al termine dell’incontro, previsto per le 17.30, è prevista la Santa Messa presso l’adiacente istituto delle Suore di Maria Bambina.

A Roma si sono dati quindi appuntamento per continuare il cammino culturale intrapreso che vede il Parlamento della Legalità Internazionale come punto di riferimento per tantissimi studenti che hanno la certezza che la cultura e la libertà possono annientare ogni tipo di violenza.

Gegè Telesforo e UNICEF “Soundz For Children”

Mercoledì 5 aprile alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, Groove Master Edition presenta un grande evento in collaborazione con UNICEF e il media partner Radio24 Il Sole 24 Ore.
Protagonista
GeGè Telesforo, che presenterà ufficialmente il progetto UNICEF Soundz For Children” (United Musicians for UNICEF), di cui è da tempo testimonial e parte attiva, finalizzato a trasmettere ai bambini, attraverso la musica, i valori del rispetto, dell’inclusione e della solidarietà.
Sul palco, Teleforo interpreterà i brani dal suo ultimo disco “Fun Slow Ride” con la band 
di musicisti che da lungo tempo lo accompagna fedelmente: il sassofonista Alfonso Deidda, il tastierista Seby Burgio, il contrabbassista Joseph Bassi, il batterista Dario Panza, Riccardo Bomarsi a curare tecnicamente il sound, la special guest Joanna Teters – una delle giovani vocalist più affermate della scena newyorkese. Per questa grande occasione, Telesforo ha inoltre voluto con sè alcuni dei musicisti che hanno collaborato alle sue musiche negli ultimi anni: ospiti speciali quali Dario Deidda, Max Ionata, Greta Panettieri, Giovanna Famulari, Dario Rossi e la P-Funking Band.
Prevendite: 
http://bit.ly/TelesforoAuditorium

Cantante, musicista, polistrumentista, vocalista, compositore, conduttore e autore di programmi radiofonici e televisivi (costante la sua presenza a Radio24 e Rai5), Gegé Telesforo da tempo è impegnato nella versione pilota del progetto UNICEF “Soundz For Children”, realizzando degli incontri musicali in una scuola di Roma, l’I.C. M. Gandhi, frequentata da bambini particolarmente vulnerabili, con l’obiettivo di dare, attraverso un approccio innovativo legato alla musica, la possibilità ai più piccoli di esprimersi e di comunicare liberamente, rimuovendo tutti gli ostacoli socio-culturali che impediscono un armonioso sviluppo psico-fisico. “Soundz For Children” coinvolgerà, dunque, bambini di tutta Italia. Nel portare avanti questo progetto Telesforo sarà affiancato da professionisti che condividono il suo stesso approccio formativo e godono di un’esperienza decennale nel campo della formazione cognitivo/musicale.  

Il tour primaverile dedicato a “Soundz for Children” si terrà dal 29 marzo all’8 aprile: il 29 marzo al Bad King di Perugia, il 30 Marzo a Villa Paris di Roseto degli Abruzzi, il 31 marzo a Il Moro Jazz Club di Cava de’ Tirreni, il 1 aprile all’Auditorium Mad Mall di Mattinata, il 5 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 6 aprile al Bravo Caffè di Bologna, il 7 aprile al Torrione Jazz Club di Ferrara,  l’8 aprile al Blue Note di Milano.

Frutto di due intensi anni di lavoro tra Brooklyn, Madison, Londra e la campagna a nord di Roma, “FunSlow Ride” (International Collective of Music Travellers) è prodotto da GeGè Telesforo con la complicità di Leo Sidran. Uscito nel 2016 ed edito da Groove Master Edition per Egea in Italia ed Europa e per la Ropeadope per Usa e Asia, il disco incarna i valori del progetto “Soundz for Children”. Nasce come un lavoro collettivo di 20 grandi artisti che si ritrovano uniti in una sola e unica “voce”: ambiente, etica, responsabilità, amore di un genitore per i suoi figli, amore tra due esseri umani sono i temi universali che hanno mosso la creazione dei brani, connotati allo stesso tempo da un sound incredibilmente leggero e raffinato. Ma soprattutto amore per la musica, che è l’elemento che più di ogni altro spinge ad indagare nella propria spiritualità e permette di affermare la propria identità nel rispetto e nella tolleranza verso gli altri. “Fun Slow Ride” è dunque un’ammissione di responsabilità che tutti abbiamo come esseri umani: quella di lasciare un’eredità importante alle generazioni che verranno

Uno dei suoi singoli “Let the Children”, con il relativo videoclip realizzato da Simone Calcagni in collaborazione con UNICEF, è espressamente dedicato ai bambini mentre il videoclip del brano “Next” è realizzato da uno dei nostri più grandi artisti contemporanei: Felice Limosani. Pieno di amore e saggezza, in “Let the Children” lo spoken word del noto musicista statunitense Ben Sidran sottolinea con grande profondità il toccante tema trattato dalla poesia “I Figli” di Khalil Gibran contenuta nel suo celebre libro “Il Profeta”: il sentimento contrastante di un genitore che oltre a educare e proteggere i propri figli ha anche il grande compito di permettere loro di conoscere il più possibile il mondo, prendere liberamente le proprie decisioni senza cercare di influenzarne le scelte o di farli assomigliare a qualcun altro. 

A Torino 16 band live alle selezioni del Sanremo Rock 2017 per il Piemonte

Venerdì 17 marzo le selezioni del Sanremo Rock & Trend Festival 2017 faranno tappa in Piemonte. Sul palco del Banus Dinner Club a Torino saliranno le migliori rock band della zona, pronte a conquistare il lasciapassare verso le fasi finali della 30^ edizione di uno dei più famosi contest per emergenti. Da Sanremo Rock, infatti, sono transitati negli anni artisti come Ligabue, Carmen Consoli, i Litfiba, i CCCP, i Tazenda, i Bluvertigo, Edoardo Bennato, solo per citarne alcuni.

Per le selezioni piemontesi, le audizioni live vedranno impegnate in un’unica serata ben 16 band,  suddivise in tre gironi.
Nel 1° girone si esibiranno Dis Quiet Place, Underdocks. Andrea Giraudo. Bassorilievo, Fase39. Iliana Scafati. Nel  2° girone saranno impegnati Ferruccio Fusetti, La Quadrilla, Still Love Marilyn, Pausa Caffè e Progetto Luna. Il 3° girone, infine, avrà come protagonisti Skyline, The Bed Seeds, Dogma. Vànima e Gionathan & The Groovers.

Le esibizioni saranno riprese dalle telecamere di Sanremo rock web tv e a fine serata sapremo chi proseguirà la corsa verso l’ambita vittoria, accadendo alle semifinali in programma a maggio nella Città dei Fiori.

L’appuntamento è  dunque per venerdì 17 marzo al Banus Dinner Club, in Corso Moncalieri 145 a Torino. Inizio previsto alle ore 19. Ingresso gratuito.

“Amici di Alyn”per l’ospedale di Gerusalemme

Lunedì 20 marzo l’Associazione “Amici di Alyn” organizza, presso il Teatro Franco Parenti di Milano, la quinta edizione della serata a favore di “Alyn Hospital di Gerusalemme” il centro di riabilitazione pediatrico e per adolescenti riconosciuto in tutto il mondo.

In scena “NORMAALI – CONSIDERAMI NORMALE E VIVRÒ DA NORMALE” con la regia di Ivan Bert. Ospiti speciali della serata: dalla finlandia Ilona Jäntti incanterà grandi e piccini con la sue danze aeree, l’orchestra Bandakadabra trascinerà il pubblico con i suoi ritmi forsennati.

Anche quest’anno Philippe Daverio, testimonial d’eccezione, introdurrà gli artisti e illustrerà con maestria il tema della serata: la magia della normalità.

 L’associazione Amici di Alyn di Milano organizza la quinta edizione della serata a favore di “Alyn Hospital” di Gerusalemme, presso il Teatro Franco Parenti, lunedì 20 marzo 2017. Alyn Hospital ha una forte rilevanza internazionale per la ricerca medica all’avanguardia e per le specifiche terapie che vi vengono applicate. Ma è anche uno straordinario simbolo di pace in Medio Oriente di collaborazione tra popoli.

 

La serata sarà divisa in due parti:

Ilona Jäntti, artista aerea e coreografa finlandese, incanterà il pubblico con il suo spettacolo MUUALLA. Ilona Jӓntti si trasforma come un cartoon e si immerge nella foresta virtuale, ora sospesa alla corda ora a terra come un millepiedi. In questa performance deliziosa e raffinata si combinano circo, danza e video d’animazione per generare un mondo immaginario in cui tutto cambia in continuazione e nulla è come sembra. Ilona Jӓntti cattura l’ingenuità dell’infanzia, il piacere dello stupore, la magia della semplicità e li offre al pubblico con naturalezza, regalando un intenso piacere per gli occhi, soprattutto per chi ama guardare oltre l’apparenza.

 

Senza abbandonare le atmosfere magiche, la serata passerà in mano all’orchestra Bandakadabra, una “fanfara urbana” capace di unire l’energia delle street band alla precisione musicale dei grandi ensamble di fiati, raccoglie, intorno alla mstessa idea di musica, strumentisti di diverse età e sensibilità artistiche, dal jazz, alla musica balkan, passando dalla musica classica a quella popolare.

 

 

 

Tutti gli artisti si esibiscono gratuitamente. Il ricavato della serata è interamente devoluto a

favore di Alyn Hospital di Gerusalemme. Madrina dell’evento sarà Sultana (Susy) Razon Veronesi; da Gerusalemme interverrà la Dr. Maurit Beeri, Director General di Alyn, che illustrerà le specificità degli interventi effettuati in Alyn Hospital.

 

Ombre, suono e movimento sono forse i primi strumenti della nostra creatività, dei nostri racconti notturni, del teatro, del cinema. La “condizione normale” del narratore, dell’artista, del poeta non è più un limite quando la sua storia inizia a disegnare con le ombre e a costruire altri tempi e altri luoghi con il suono. L’arte è un esempio di quanto la diversità e l’abilità siano concetti relativi ma necessari per la ricchezza delle civiltà. Un’artista circondata delle sue ombre che fugge su una parete, una banda che è un’orchestra in bianco e nero di musicisti tutti uguali ma troppo stretti nella loro divisa: un esempio di come la NormAlità sia un piccolo recinto convenzionale che quotidianamente abbiamo la possibilità di allargare anche solo con la fantasia, la creatività e le arti. IVAN BERT – direttore artistico della serata

 

 

ALYN HOSPITAL di Gerusalemme – Pediatric & Adolescent Rehabilitation Center, grazie all’alta professionalità del suo personale e a una ricerca scientifica all’avanguardia, è un punto di riferimento a livello mondiale nella riabilitazione di bambini affetti da gravi disabilità motorie, cognitive e comportamentali, di origine genetica o traumatica. Terapie personalizzate individuali, realizzazione di macchinari protesici mirati, operatori altamente specializzati fanno di Alyn Hospital un’eccellenza in questo campo, unico esempio in Medio Oriente e non solo, di struttura riabilitativa per casi particolarmente gravi.

Alyn accoglie e cura bambini e adolescenti provenienti da tutto il mondo, senza distinzione di etnia e religione. Una realtà dove i miracoli si avverano.

Oltre la verità – Giuseppina Abbate

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TITOLO: Oltre la verità

AUTORE: Giuseppina Abbate

EDITORE: L’Erudita

TRAMA: Consilia dice la sua anche quando Nina non le ha chiesto nulla, la riprende nei momenti più inopportuni, a volte sembra che quasi la sbeffeggi, con quel suo fare un po’ saputo, da prima della classe: “Te lo avevo detto io!”. E quanto costa poi a Nina darle ragione! E se avesse visto giusto anche su Vittorio? Gli altri amici invece, come Tommaso e Francesca, sono rassicuranti, propositivi, addirittura felici per la nuova coppia. Eppure, oltre a quel tarlo insinuato da Consilia, c’è qualcosa che a Nina non torna e che la costringe, da brava magistrato qual è, ad andare oltre la verità apparente, cominciando da lontano, in un maggio profumato di rose.

DICO LA MIA: Dopo i due libri poetici la Abbate si cimenta nel suo primo romanzo che, è tutto tranne che semplice. Un romanzo introspettivo dove la voce narrante e l’io subcosciente si mescolano all’interno della stessa narrazione. Il testo, scorrevole alla lettura, è molto profondo nella narrazione. Consilia e Nina sono due anime diverse dello stesso corpo? Le scelte di Nina quanto sono realmente sue e quanto invece sono dettate da Consilia? Insieme ai personaggi principali troviamo anche una descrizione dettagliata dei luoghi che aiuta il lettore ad entrare in sintonia con i personaggi e con  l’autrice stessa.

E tu vuoi parlarci di un libro?

Scrivici sul blog oppure alla mail sorbera.silvestra@libero.it o contattaci alla pagina facebook Sorbera Silvestra Blog

Oggi parliamo di adozioni

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Oggi parliamo di adozioni e lo facciamo con Alessia Maria Di Biase responsabile dello sportello adozioni internazionali nato in collaborazione con il comune di Gaeta e “Ernesto”. Oggi ci aiuta a capire l’iter delle adozioni.

Alessia qual è la situazione delle adozioni in Italia?

La situazione delle adozioni internazionali in Italia è molto cambiata negli ultimi anni, in particolare a seguito dei fatti accaduti nelle adozioni in Congo; tante famiglie italiane hanno aspettato i loro bambini per anni, hanno pagato tanti soldi, la ex Presidente della Cai Silvia Della Monica si è dimessa, è stata aperta un’indagine su uno degli Enti più grandi che si occupa di adozioni e tutto questo ha scoraggiato molte famiglie.
Tuttavia c’è stato un lato positivo, i mandati per i grandi enti sono diminuiti ma sono invece aumentati per quelli più piccoli come “Ernesto”.

Spesso si crede che le adozioni internazionali siano più veloci?

Si le adozioni intenazionali, a parte questa parentesi del Congo, paradossalmente sono più rapide di quelle nazionali perché in Italia c’è molta, troppa burocrazia.

Qual è l’iter da seguire per adottare?

Volendo semplificare al massimo, in maniera elementare possiamo schematizzare il percorso adottivo in questo modo:
– Deposio della domanda di disponibilità presso il Tribunale dei Minori competente per luogo
– Ottenimento del decreto di idoneità all’adozione
– Conferimento del madato ad un Ente autorizzato

Ci parli dei vari centri fino all’ultimo aperto?

Personalmente posso parlare di Ernesto.
Ernesto nasce come un’associazione di volontariato, grazie a due genitori adottivi e successivamente è stato elevato a Ente per le adozioni internazionali autorizzato dalla Cai.
L’Ente ha sede ad Imola ma data la grande richiesta di adozioni, l’Ente negli ultimi anni ha aperto
Altre sedi in tutta Italia, in ultimo a Gaeta.
Qui non abbiamo solo la sede dell’Ente, abbiamo creato uno Sportello per le Adozioni Internazionali, un sevizio cioè di accopagnamento completo alla coppia che vuole adottare, assistenza non solo dopo il conferimento del mandato; accoglienza, informazioni ma anche supporto legale e psicologico a partire dalla fase iniziale.

Per chi volesse maggiori infrmazioni può visitare il sito www.associazionernesto.it oppure scrivere una mail a alessiamariadibiase@libero.it

Il vizio del lamento, quando la realtà supera la fantasia

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Ebbene si, il lamento è un vizio.

Ci lamentiamo tutti e per tutto, per la casa piccola, sporca, il bimbo capriccioso o pigro, i chili di troppo, l’altezza e tanto altro.

Ci lamentiamo sempre  e soprattutto ci lamentiamo perchè quello che abbiamo, quello che ci rappresenta non ci piace, mai o quasi mai.

Vi racconto una storia per semplificare e farvi capire “il vizio”.

C’era una volta (così iniziamo con il piede giusto) un lembo di terra bellissimo a sud della Sicilia, un giorno un uomo decise di girare un film per il cinema e decise di ambienatarlo in quelle bellezze. I cittadini erano contenti, tutti volevano fare le comparse, tutti al bar, in piazza, al supermercato potevano incontrare attori, famosi e non, e conversare con loro. Poi il film è uscito al cinema e, la stessa gente si cui sopra, ha iniziato a lamentarsi perchè il bidello del film non rappresentava il bidello della città, lo stesso dicasi per il bimbo protagonista, la scuola, la nonna e il suo mezzo di trasporto. (Per la cronaca il film ha ottenuto molti riconoscimenti).

Poi venne il tempo di una produzione mediaset che decise di ambiantare una fiction quasi nella stessa zona, un set a cielo aperto, tanto sono belli i luoghi. Anche questa volta attori per la città, foto, autografi e poi la fiction arriva su canale 5 e….rullo di tamburi….non piace a nessuno perchè la mafia non esiste, perchè non ci sono i boss, perchè nessuno si sognerebbe di fare una strage a scuola. (La fiction ha otttenuto buoni consensi, in liena con la rete).

Arriviamo ai giorni nostri.

Questa volta è la rai che vuole girare una miniserie tratta da un romanzo-inchiesta, anche questa volta tutti felici duante le riprese, articoli a più non possovisto che l’attore protagonista è siciliano e racconta una storia siciliana. Tutto bello fino alla messa in onda.

I cittadini disconoscono l’attore che fino a pochi mesi prima avevano osannato, fanno persino fino di non ricordarne il nome e di sapere soltanto che quell’uomo è fratello di un tizio che faceva cantare le piazze (ad ogni modo ci sarebbe anche una sorella scrittrice molto brava), lamantano che l’attore siciliano non sa parlare il dialetto (ma essendo il prodotto di diffusione nazionale è impossibile esprimersi in completo dialetto, bisgona italianizzare altrimenti chi lo capice), lamenti, lamenti su tutto, ne sarà ben felice l’autore dle libro che starà spopolando in libreria. (Sempre per dovere di cronaca la miniserie è stata vista da oltre sei milioni di telespettatori).

Ora smettiala, è una fiction, che dovrebbero dire i catanesi che tra poco ritorna Rosy Abate dal regno dei morti? E i romani?

Mi aspetto quindi che i triestini facciano una petizione per raccontare al mondo che in città non si aggirano fantasmi e che Cagliostro è una pura invenzione di Lucarelli.